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19 giu 2022

Caldo torrido, rebus condizionatori. "Razionare subito o saranno guai"

Già segnalati i primi blackout. Il presidente di Nomisma energia: "La stretta del gas russo si fa sentire"

19 giu 2022
luca bolognini
Economia

Se la sedia si alza insieme a te, è un chiaro segno dell’estate. La rappresentazione plastica dell’afa più micidiale (che dobbiamo al giornalista americano Walter Winchell), quest’anno si ripeterà molte più volte di quello che avremmo sperato. La Russia nei giorni scorsi ha dimezzato le forniture di gas all’Italia e per non gelare d’inverno, nonostante l’ondata di caldo anomalo in arrivo (la peggiore dal 2003), già dai prossimi giorni bisognerà andarci piano coi condizionatori. Molto piano, secondo Davide Tabarelli, presidente di NE-Nomisma Energia. Allarme acqua potabile, 5 cose da sapere: chi decide di chiudere i rubinetti e quando Siccità, acqua razionata anche nelle case. Il rischio: rubinetti chiusi la notte Razionamenti Per gli italiani, di fatto, è già arrivato il momento di razionare. "Per varie ragione occorre partire subito. Non risolveremo il problema se smetteremo di stare al fresco, ma la situazione – sottolinea Tabarelli – è tragica. La ricostituzione degli stoccaggi, messa in crisi dalla sforbiciata russa, da sola non basterà a garantirci un inverno sereno: senza il gas di Mosca sarà davvero dura". La situazione In parole povere bisogna già pensare quanto e come tagliare per non lasciare al freddo case, scuole e ospedali il prossimo inverno. "Dovremo sostituire il gas russo. Abbiamo iniziato a farlo, ma non è semplice. Dall’Algeria dovrebbero arrivare 4-5 miliardi di metri cubi, dall’Azerbaigian altri due. La Libia non sta dando molto, dovremmo chiedere di produrre di più, ma la presenza russa nel Paese di certo non aiuta. Il Gnl sta andando molto forte, ma per aumentare la capacità ci vorrà tempo. A Piombino è arrivato l’ok per una nave rigassificatrice, ma difficilmente sarà operativa prima di febbraio". Il picco Proprio quando arriverà il momento più difficile per l’Italia e l’Europa. Una direttiva comunitaria ci impone di arrivare all’80% della nostra capacità ...

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