Il calo del potere d’acquisto delle famiglie ha innescato anche il calo dei consumi
Il calo del potere d’acquisto delle famiglie ha innescato anche il calo dei consumi
Il 2020 è stato un anno difficile per le famiglie, che hanno visto ridursi il reddito e, per effetto della contrazione dell’economia, hanno subito un peso delle tasse crescente. L’anno si è chiuso con un calo complessivo del Pil dell’8,9% e l’inizio del 2021 non registrerà ancora un’inversione di tendenza. Per il primo trimestre dell’anno Confindustria stima una contrazione del prodotto interno lordo, nonostante la sostanziale tenuta dell’industria, interrotta...

Il 2020 è stato un anno difficile per le famiglie, che hanno visto ridursi il reddito e, per effetto della contrazione dell’economia, hanno subito un peso delle tasse crescente. L’anno si è chiuso con un calo complessivo del Pil dell’8,9% e l’inizio del 2021 non registrerà ancora un’inversione di tendenza. Per il primo trimestre dell’anno Confindustria stima una contrazione del prodotto interno lordo, nonostante la sostanziale tenuta dell’industria, interrotta solo nel mese di marzo. Le restrizioni alla mobilità, le chiusure e i rallentamenti delle vaccinazioni non hanno aiutato l’economia e per l’atteso rimbalzo bisognerà aspettare ancora, probabilmente fino al secondo trimestre. Il governo presenterà le sue stime aggiornate per l’anno in corso tra una decina di giorni nel Documento di economia e finanza atteso a metà aprile, ma la fotografia scattata dall’Istat sull’ultima parte del 2020 mostra come le famiglie italiane abbiano sofferto per gli effetti della pandemia anche in autunno.

Il quarto trimestre dell’anno evidenzia innanzitutto un calo del reddito disponibile, sceso dell’1,8% rispetto al trimestre precedente. A diminuire sono stati anche i consumi, calati del 2,5%. La differenza tra il più significativo ribasso della spesa e quello meno pesante del reddito ha fatto però sì che la propensione al risparmio aumentasse fino al 15,2%, 0,5 punti percentuali in più rispetto al trimestre precedente.

Con le misure restrittive e la chiusura di molte attività di ristorazione, ricreative e culturali, il risparmio è diventato una della caratteristiche della crisi legata alla pandemia, nonostante l’evidente contrazione di risorse a disposizione delle famiglie. Proprio questa diminuzione, ha determinato una diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie rispetto al trimestre precedente del 2,1%. Tutti dati a cui se ne somma anche un altro, legato indissolubilmente al crollo del Pil: nel 2020, in coincidenza con il deciso ridimensionamento del prodotto, tornato ai livelli del 1997, la pressione fiscale è salita al 43,1% con un picco del 52% nel quarto trimestre (quando il Pil è diminuito dell’1,9%).

Nonostante la riduzione delle entrate fiscali e contributive, il dato trimestrale è il peggiore dalla fine del 2014 e rappresenta un aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al 50,7% allo stesso periodo dell’anno precedente.