La Brexit fa male. Almeno alla quotazione in Borsa. Ryanair (in foto il ceo del gruppo, Michael O’Leary) sta valutando l’addio alla Borsa di Londra per effetto di una "consistente riduzione degli scambi" nel corso dell’anno e in coerenza con una "tendenza generale delle contrattazioni sulle azioni di società dell’Ue dopo la Brexit". Secondo Ryanair, la quotazione primaria nel mercato regolamentato di Euronext Dublino "offre agli...

La Brexit fa male. Almeno alla quotazione in Borsa. Ryanair (in foto il ceo del gruppo, Michael O’Leary) sta valutando l’addio alla Borsa di Londra per effetto di una "consistente riduzione degli scambi" nel corso dell’anno e in coerenza con una "tendenza generale delle contrattazioni sulle azioni di società dell’Ue dopo la Brexit".

Secondo Ryanair, la quotazione primaria nel mercato regolamentato di Euronext Dublino "offre agli azionisti il grado di protezione più elevato, incluso il rispetto del codice di corporate governance del Regno Unito". La riduzione degli scambi sui titoli di società dell’Ue alla Borsa di Londra "è potenzialmente più acuta per Ryanair a seguito dell’estensione ai cittadini britannici del divieto in corso da tempo per i cittadini extra-Ue di acquistarne le azioni per effetto della Brexit".

Se la Borsa fa soffrire, i conti tornano a sorridere. Ryanair ha annunciato il ritorno all’utile trimestrale per la prima volta dall’inizio della pandemia da Covid-19 e annunciato un ridimensionamento delle tariffe invernali per sostenere la ripresa. Il trimestre al 30 settembre si è chiuso con un utile netto di 225 milioni di euro, ma l’attesa è di un esercizio 2021 in rosso. La compagnia punta a superare la capacità pre-pandemia nel corso della primavera prossima.

Ma sulla ripresa del traffico aereo si presentano altri ostacoli. Da venerdì scorso, quindi in un weekend, American Airlines ha cancellato ben 2.211 voli, per i problemi dovuti alla carenza di personale e al maltempo. I forti venti all’aeroporto di DallasFort Worth in Texas, poi, hanno ridotto la capacità di arrivo di American di oltre la metà.

Il vettore sperava che parte dell’emergenza potesse rientrare con il rientro dal congedo ai quasi 1.800 assistenti di volo a partire proprio da domenica. Sono diversi i vettori Usa che hanno avuto difficoltà per la carenza degli equipaggi dopo la ripresa del traffico seguita allo stop causato dalla pandemia.

Anche Southwest si sta muovendo con un piano di assunzioni serrato e l’obiettivo di avere 5mila nuovi dipendenti entro la fine di quest’anno. All’inizio di ottobre Southwest ha cancellato quasi 2.400 voli in tre giorni a causa anche del maltempo.