Il primo ministro Boris Johnson (LaPresse)
Il primo ministro Boris Johnson (LaPresse)

Londra, 14 dicembre 2019 - Dopo la maggioranza assoluta conquistata dai conservatori, Boris Johnson vorrebbe accelerare l’approvazione del suo accordo con la Ue addirittura prima di Natale. Il premier intende presentare il suo Withdrawal agreement bill (Wab) già venerdì prossimo, dopo l’apertura di stato del parlamento di giovedì da parte della regina. È certo quindi che il Regno Unito uscirà dalla Ue il 31 gennaio 2020, come previsto, e poi partirà il periodo di transizione che durerà almeno un anno (ma è prorogabile fino a due), in cui verranno negoziati gli accordi commerciali.

Cosa cambierà per gli italiani in visita o residenti a Londra? Per tutti quelli che già vivono e lavorano nel Paese non cambierà nulla. Per tutti quelli che invece vorranno venire dopo il divorzio dalla Ue le cose potrebbero essere ben diverse. Il piano, annunciato dal ministro degli interni Priti Patel in campagna elettorale è quello di introdurre un visa in stile americano, che permetterà di visitare ma non di risiedere nel Paese. Sarà necessario il passaporto biometrico e non più la carta d’identità, che secondo la border police sarebbe più facile da contraffare.

Inoltre, per l’immigrazione, la Gran Bretagna vorrebbe adottare un sistema simile a quello australiano, che privilegia i lavoratori qualificati (ad esempio medici, docenti, etc.) a scapito di quelli non qualificati (baristi, camerieri, etc.). Nulla è stato ancora approvato, ma se lo fosse, ai primi verrebbe data la possibilità di risiedere abbastanza a lungo per maturare il diritto alla residenza mentre per i secondi si penserebbe a un permesso con tempi più corti (per esempio un anno) e solo con un contratto di lavoro già in tasca. Per le aziende, in base agli accordi commerciali che ancora devono iniziare, ci potrebbe essere un sistema di tassazione diverso, forse più pesante (anche se l’Inghilterra punta ad un accordo di libero commercio e scambio con la Ue) e la libertà di movimento del personale cesserebbe di esistere. L’Inghilterra sarebbe considerata alla stregua di un paese extracomunitario, a meno che le negoziazioni riuscissero a trovare uno status intermedio. Infine, per gli studenti, le spese universitarie potrebbero salire in linea a quelle già esistenti per studenti extra-comunitari, ovvero dalle 9mila sterline all’anno di adesso ad un minimo di 10mila sterline annuali fino a un massimo di 38mila per le specializzazioni mediche e simili.

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Andiamo a vedere tutti i punti nel dettaglio. 

Imprese 

La Gran Bretagna si appresta a diventare un Paese extracomunitario. Per le imprese significa - salvo accordi successivi - che le tasse sulle merci aumenteranno, potranno essere imposti dazi doganali. C’è chi prevede code più lunghe per i trasporti (camion e navi) in entrata e adempimenti burocratici più pesanti. Il comparto che rischia di più è quello agroalimentare, che vale 3,4 miliardi di export.

Lavoratori

Per chi già vive e lavora nel Regno Unito non cambia nulla: con 5 anni di residenza scatta il diritto di restare, con meno il permesso sarà provvisorio e durerà meno. Ci sarà solo un obbligo di registrazione. In futuro però si cambia: l’idea degli inglesi è di privilegiare i lavoratori qualificati: docenti, medici, manager. Gli altri - baristi, camerieri, ecc - dovranno avere già il contratto in tasca al momento della partenza e potranno fermarsi forse solo per un anno.

Studenti

I ragazzi italiani che studiano in Gran Bretagna potrebbero trovare una brutta sorpresa: le tasse universitarie per gli extracomunitari sono molto più care. Si potrebbe dunque passare dalle attuali 9mila sterline annue, a 10mila o addirittura 38mila nel caso delle specializzazioni più elevate, tipo medicina. Inoltre, c’è chi ha lanciato un allarme per il programma Erasmus: il Regno Unito, di fatto, potrebbe essere escluso dalle mete dei viaggi studio Ue.

Turisti

La carta di identità non basterà più per i turisti europei che hanno intenzione di visitare il Regno Unito. Serviranno un visto elettronico, sul modello dell’Esta utilizzato dagli Stati Uniti, e il passaporto. Il visto è ottenibile online tre giorni prima della data del viaggio, e avrà durata di 90 giorni. Inevitabile, dunque, una stretta sui controlli di chi si recherà in visita nel Paese.