ASPETTARE tempi migliori prima di buttarsi nell’azionario. E’ questo il consiglio di Mike Wilson (nella foto), direttore investimenti di Morgan Stanley. In un’intervista l’esperto ha detto di aspettarsi «una correzione del 10% nei prossimi tre mesi». Wilson stima che l’S&P 500 finisca il 2019 a 2.750 punti, il che implica un calo di oltre l’8% dai valori attuali intorno a quota 3.000. Uno dei motivi che porta il direttore investimenti di Morgan Stanley a essere cauto è il fatto che le stime sugli utili aziendali sono ancora troppo alte, del 5-10%. Inoltre, c’è una resistenza tecnica per l’S&P 500 a quota 3.000. In aggiunta, l’attesa di un taglio dei tassi da parte della Fed potrebbe trasformarsi in un ‘sell the news’. Per Wilson, «non c’è nulla di particolarmente preoccupante ma tante questioni sono ancora irrisolte. Ci sarà un’opportunità migliore di comprare azioni nei prossimi tre-sei mesi e magari 18 mesi». Cosa comprare quando sarà il momento giusto? Wilson preferisce puntare sui titoli che non sono andati bene negli ultimi 18 mesi: aziende a piccola capitalizzazione, titoli ciclici e magari l’azionario europeo e giapponese.

INTANTO Morgan Stanley ha chiuso il secondo trimestre del 2019 con risultati in calo ma superiori alle attese dei mercati sia sul fronte degli utili sia dei ricavi. La banca statunitense ha realizzato un utile netto a 2,2 miliardi di dollari, in flessione da 2,4 miliardi di un anno prima, sostenuta dai risultati record registrati dalla divisione del Wealth Management. I ricavi netti sono scesi a 10,2 miliardi, da 10,6 miliardi del secondo trimestre del 2018, superando tuttavia quota 10 miliardi di dollari per il sesto trimestre di fila, con Morgan Stanley Investment Management che ha visto salire il fatturato del 21%. L’utile per azione del secondo trimestre è di 1,23 dollari, a fronte di 1,30 dollari dello stesso periodo dello scorso anno. Gli analisti avevano previsto un utile di 1,14 dollari per azione e un fatturato di 9,99 miliardi.