Trader con la mascherina durante una seduta al New York Stock Exchange
Trader con la mascherina durante una seduta al New York Stock Exchange

Un calo del 39% per l’indice di Piazza Affari Ftse Mib e una flessione del 25% per l’americano S&P500. Sono soltanto due delle performance catastrofiche registrate sui principali listini mondiali nelle prime tre settimane di marzo, che hanno vissuto 20 giorni da dimenticare, capaci di riportare alla mente la crisi finanziaria del 2008-2009.

La colpa di questo tonfo delle Borse internazionali è ovviamente dell’epidemia da Coronovairus, che ha bloccato l’economia dei maggiori paesi industrializzati. Fuori dall’Europa e dagli Stati Uniti le cose non sono andate meglio. Le piazze finanziarie del Giappone (-23%), dell’Australia (-33%) e del Brasile (-40%) hanno infatti collezionato tutte ribassi a due cifre, al pari di Milano e New York. "È bene sottolineare che queste variazioni sono avvenute in appena 30 giorni, e hanno coinvolto indifferentemente tutti i settori, nessuno escluso", ha commentato Giovanni Buffa, portfolio manager della società di gestione del risparmio AcomeA SGR.

Dunque, come bisogna comportarsi di fronte a questo scenario preoccupante? La raccomandazione degli esperti è quella di sempre, ogni volta che si verifica una crisi finanziaria: guai a farsi prendere dal panico liquidando le proprie posizioni, dopo aver accumulato un bel po’ di perdite. "I mercati, pur con notevoli oscillazioni, hanno sempre resistito a qualunque evento nefasto di qualsivoglia natura", aggiunge Buffa, "guerre mondiali, terremoti, tsunami, cambi di regime valutario, rischi di conflitti termonucleari, guerre fredde, fallimenti di hedge funds, fallimenti di Stati e di banche sistemiche e chi più ne ha più ne metta". Meglio dunque non pensare che sia arrivata la fine del mondo e ragionare a sangue freddo.

"In una situazione di mercato di questo tipo, anche noi restiamo convinti che il modo migliore per preservare il proprio patrimonio sia rimanere investiti per assicurarsi i benefici di una ripresa che potrebbe essere altrettanto rapida, come testimoniato dall’alta volatilità del mercato, in discesa e in salita", sostiene Simone Calamai, amministratore delegato di Fundstore, piattaforma online dedicata alla distribuzione di fondi comuni d’investimento. Per Calamai, chi oggi dispone di una riserva di liquidità può prendere in considerazione l’idea di posizionarsi sul mercato azionario in maniera graduale, con piccoli acquisti periodici (per esempio ogni mese), in modo da approfittare del calo dei prezzi ma non esporsi troppo al rischio.

Chi invece ha già l’intero portafoglio investito sui mercati deve accertarsi di avere acquistato dei fondi di qualità, capaci di recuperare le perdite più velocemente. Non è facile, tuttavia, prevedere quando le Borse torneranno ai livelli toccati prima della crisi. La scorsa settimana ci sono state giornate di grande recupero con Piazza Affari che martedì 24 marzo ha guadagnato ben l’8% in un giorno, grazie anche alle misure di stimolo all’economia annunciate dalle maggiori banche centrali, sia dalla Federal Reserve americana che dall’europea Bce. Tuttavia, è bene non farsi prendere da troppo facili entusiasmi. "Lo scenario è ancora contraddistinto da grande incertezza ed è dunque prematuro azzardare la formulazione di stime sull’impatto di questa crisi sull’economia globale", ammonisce Stefano Reali, fund manager della casa d’investimenti Pharus Sicav. Secondo Reali la durata di questa situazione di blocco economico è "la variabile-chiave per stimare se i listini finanziari si riprenderanno già nel prossimo trimestre con un rimbalzo a V", cioè con una rapida ascesa verticale dopo la caduta. Fatta questa premessa, il fund manager di Pharus Sicav aggiunge che il team di gestione della società ha comunque sfruttato l’ondata di vendite generalizzate "per acquistare alcuni titoli di grande qualità, in particolare tra le large cap (le società a grande capitalizzazione, ndr) americane, dove finalmente si registrano prezzi molto interessanti per investitori con orizzonte temporale medio-lungo".

Una posizione attendista è stata assunta anche dalla casa di gestione svizzera SYZ Asset Management. Il suo capo economista Adrien Pichoud ha dichiarato che la società, nelle sue strategie di marzo, ha comunque aumentato un po’ le preferenze per i mercati azionari americani per tre ragioni: i notevoli stimoli al pil della banca centrale Federal Reserve; la tradizionale resilienza dell’economia d’Oltreoceano e l’alta probabilità della rielezione di Trump, che sarebbe accolta positivamente dai mercati.