Borse (Afp)
Borse (Afp)

Pechino, 25 agosto 2015  - Le Borse europee rialzano la testa dopo il lunedì nero in cui hanno bruciato 411 miliardi. Un rimbalzo deciso e diffuso, spinto anche dalle contromosse di Pechino ai venti di crisi che soffiano sull'economia del Dragone. Il doppio intervento della Banca centrale cinese, che oltre a iniettare nuova liquidità ha tagliato i tassi di interesse dello 0,25% e le riserve obbligatorie delle banche, l'indice Ifo della fiducia delle imprese tedesche in miglioramento e la fiducia dei consumatori americani superiori alle previsioni sono stati i fattori che hanno contribuito alla riscossa dei listini continentali.

La chiusura è sui massimi di seduta: Milano ha guadagnato il 5,86% compensando in buona parte il ko di ieri (il Ftse Mib è tornato a 21650 punti). A Londra Ftse 100 a 6.089,76 punti a +3,24%, a Francoforte Dax 30 a 10.130,46 punti a +5,00%, Eurostoxx 50 3.234,64 punti a +5,25%, a Parigi CAC 40 a 4.564,85 a +4,14%. Exploit di Atene che recupera oltre il 9%. Sul mercato dei cambi, l'Euro/dollaro corregge a 1,1414 (1,1606 ieri sera), mentre rimbalza anche il greggio: +3,3% a 39,52 dollari al barile a New York.

MILANO TRASCINATA DAI BANCARI - Banche sotto i riflettori a Piazza Affari: +9,5% Bper, +8,2% Intesa Sanpaolo. Riscatto per Luxottica (+6,5%) dopo le rassicurazioni della societa' sull'esposizione in Cina e gli acquisti per 30 milioni operati dal patron Leonardo Del Vecchio. Tra gli industriale guadagno del 6,5% per Fiat e Finmeccanica. Exploit di DelClima: +81,1% dopo che Mitsubishi Electric ha annunciato l'accordo con De Longhi per la quota di maggioranza a cui seguirà il lancio dell'opa. 

WALL STREET - Evapora il rally di Wall Street dopo che l'euforia per le misure introdotte da Pechino per contenere la crisi è stata soppiantata dalle preoccupazioni degli operatori. L'indice Dow Jones, partito in deciso rialzo, ha chiuso la seduta a 15665,64 punti, in calo dell'1,3% mentre l'indice Nasdaq ha perso lo 0,44% a 4506,49 punti.

CINA - La borsa di Shanghai, dopo aver aperto con un nuovo tonfo del 6,41% e aver effettuato un leggero recupero fino a -4%, ha chiuso a -7,63%, scendendo a quota 2.964,97 punti. Negativa anche la Borsa di Shenzhen, il secondo mercato finanziario del paese asiatico, con un pesante -7,09% a quota 1.749,07 punti. 

LE ALTRE ASIATICHE  - La borsa di Tokyo chiude in forte calo dopo un effimero recupero legato a un indebolimento dello yen poi rivelatosi temporaneo. L'indice Nikkei cede il 3,96% a 17.806,70 punti, il Topix sull'intero listino arretra del 2,25% a 1.432,65 punti. I mercati giapponesi vengono colpiti in modo particolarmente grave dal tracollo della piazza di Shanghai in quanto gli operatori in cerca di investimenti difensivi acquistano yen, il cui rafforzamento penalizza le azioni degli esportatori nipponici. Hong Kong cede fino a -1,02%, poi recupera in chiusura e termina addirittura in positivo (+0,78%).  In recupero, invece, Seul (+0,92%), Taipei (+3,6%) e Sydney (+2,72%).

CONSTANCIO - La disinflazione proveniente dalla Cina e causata dalla svalutazione dello Yuan "non è un fattore principale" sull'andamento dell'inflazione nell'eurozona, "pesa di più il calo del petrolio". Così il vice-presidente Bce, Vitor Constancio, secondo quanto scrive Bloomberg, aggiungendo che "è ancora troppo presto per capire gli effetti di ciò che sta succedendo" in Cina. Secondo Constancio, le indicazioni arrivate dai più recenti dati economici della Cina non giustificano il forte movimento ribassista accusato dai listini azionari nelle ultime sedute. Il banchiere centrale, parlando a margine di un evento che si è tenuto a Monaco, ha in particolare affermato che "l'economia cinese non sta decelerando così tanto da giustificare il crollo delle Borse". 

LISTINI - Quotazioni e titoli

SCHEDA - L'economia cinese non sfreccia più: ecco perché/ di Alberto Forchielli