Francesca Fossatelli, analista di Vontobel
Francesca Fossatelli, analista di Vontobel

Grande volatilità dei prezzi e crollo di molti titoli e indici azionari. È lo scenario che ha caratterizzato i mercati finanziari nei giorni scorsi, da quando è scoppiata l’epidemia del Coronavirus. In questo contesto tutt’altro che confortante, molti investitori sono andati in cerca di strumenti finanziari capaci di proteggere il capitale, senza rinunciare al contempo alle opportunità di rendimento.

Molto interesse hanno riscosso alcuni certificati d’investimento (o Certificates), prodotti derivati che sono facilmente negoziabili su un particolare mercato di Borsa Italiana, il SeDeX, e che hanno una scadenza e un valore dipendente da quello di un’attività finanziaria sottostante: per esempio un titolo azionario, oppure un indice di Borsa, materie prime o un tasso di cambio. Il gruppo svizzero Vontobel ha deciso da tempo di proporre una gamma di certificati creati per coniugare le due finalità sopra menzionate: rendimento e protezione del capitale. Stiamo parlando dei Cash Collect, strumenti che offrono all’investitore la possibilità di ottenere premi periodici, cioè dei rendimenti, al verificarsi di determinate condizioni, a seconda del valore dell’indice o dei titoli a cui è legato (il cosiddetto "sottostante"). I premi vengono pagati al titolare del Certificate quando il valore del sottostante non scende sotto un determinato livello, chiamato barriera. Gran parte dei Cash Collect di Vontobel hanno una barriera del 50% e consentono dunque di avere rendimenti positivi anche se i titoli sottostanti perdono fino a metà del loro valore.

Tuttavia, un temporaneo crollo del mercato come quello a cui si assiste con la crisi del Coronavirus potrebbe far cadere il valore del sottostante sotto il livello della barriera di molti certificati. Per affrontare questo scenario molti investitori utilizzano dei Cash Collect che hanno il cosiddetto "effetto memoria". Si tratta di un meccanismo che, quando il livello del titolo o indice sottostante scende sotto la barriera prefissata, consente all’investitore di ricevere successivamente il pagamento di tutti i premi non incassati in precedenza, sempre se il sottostante dovesse risalire oltre la barriera. "Negli ultimi anni moltissimi investitori si sono avvicinati per la prima volta ai certificati, apprezzandone le caratteristiche di efficienza, duttilità e flessibilità", dice Pierpaolo Scandurra, ceo di Certificati e Derivati.

"Molto soddisfacenti – aggiunge – sono stati i risultati in termini di rendimento ma, per la prima volta, nelle ultime due settimane, si è assistito a un incremento eccezionale della volatilità sui mercati congiunto ad un crollo delle performance dei principali titoli e indici azionari." Gli investitori che non utilizzavano i certificati durante le precedenti crisi di borsa, quella del 2008 o del 2011-2012, secondo Scandurra si trovano oggi "in una situazione del tutto inedita e pertanto difficile da affrontare.

L’errore da evitare è però quello di farsi prendere dal panico e vendere a qualsiasi prezzo, complicando irrimediabilmente il cammino che si era iniziato." "Nonostante non ci si attendesse una così marcata flessione del mercato, da inizio anno abbiamo puntato su strumenti con premi periodici e barriere molto protettive, fino al 50%, dice Francesca Fossatelli, responsabile Flow Products Development Italia di Vontobel. "Il crollo dei mercati di questa ultima settimana ha preso alla sprovvista molti investitori, mettendo in luce il valore aggiunto dei certificati come possibile alternativa all’investimento diretto in titoli azionari".