di Achille Perego

Come stanno andando i mercati in questa fine estate e che cosa possiamo aspettarci per l’autunno? Quali sono le incognite che potrebbero cambiare radicalmente gli scenari ma anche le opportunità da cogliere per una strategia di investimento?

"Prima di parlare dell’autunno partirei dall’estate – esordisce Vincent Chaigneau (nella foto), Head of Research di Generali Investments –. Fin qui è andato tutto bene: l’estate ha visto continuare la ripresa economica, con una buona resilienza dai prezzi degli asset. I casi di Covid-19 nel mondo si sono stabilizzati e il virus sembra essere diventato meno letale. La ripresa dei contagi in Europa, tuttavia, ha tenuto i governi sulla difensiva; si moltiplicano le rigorose misure di distanziamento sociale e di quarantena, che ostacolano il settore dei servizi: l’indice Services PMI dell’Eurozona è sceso da 54,1 a 50,1 ad agosto. Tuttavia, la ripresa in corso, gli utili del secondo trimestre migliori delle attese e le speranze di un vaccino hanno sostenuto i prezzi delle azioni, soprattutto negli Stati Uniti, dove il rialzo dei titoli Tech ha portato l’indice S&P a nuovi massimi".

Come si prospetta l’autunno per i mercati azionari e obbligazionari?

"La ripresa economica si indebolirà man mano che entreranno in gioco gli effetti ‘di secondo ordine’, ad esempio la ridotta capacità di spesa delle aziende a causa dei bilanci deteriorati. Tuttavia, i tassi di risparmio delle famiglie sono cresciuti vertiginosamente e la domanda repressa dei consumatori dovrebbe materializzarsi appena ritorna la fiducia. Ciò dovrebbe supportare i mercati azionari, sebbene una serie di fattori di rischio rendano le prospettive meno ottimistiche rispetto all’inizio dell’estate. La ripresa in corso, la riduzione dell’inquietudine dovuta al Covid e prospettive di tassi bassi più a lungo dopo il cambio di politica della Fed (nella foto a destra, il presidente Jerome Powell) puntano verso rendimenti più elevati. Ma i rischi politici, la bassa inflazione e gli acquisti in corso da parte delle banche centrali rappresentano forze opposte".

E per le valute?

"Sul mercato dei cambi, bisogna aspettarsi che il rally dell’euro si attenui. A medio termine, però, c’è da aspettarsi un’ulteriore debolezza del dollaro: il differenziale favorevole tra i rendimenti si erode, la sopravvalutazione del dollaro rispetto ai fondamentali economici viene corretta e il considerevole doppio deficit (dei conti pubblici e degli scambi con l’estero) favorisce una diversificazione delle riserve valutarie globali. Un “blue sweep” (i Democratici che conquistano la presidenza e le due Camere del Congresso) alle elezioni di novembre abbatterebbe un pilastro della forza del dollaro durante la presidenza Trump: i tagli fiscali alle aziende".

Quali sono le incognite?

"Gli sviluppi del Covid-19 rimangono difficili da prevedere. Il miglioramento della comprensione delle regole di distanziamento sociale e dei protocolli ospedalieri per i pazienti dovrebbe aiutare a mantenere il bilancio delle vittime molto al di sotto di quello della primavera. Anche i progressi in corso con i vaccini, che dovrebbero essere immessi sul mercato nel primo semestre del 2021, potrebbero ridurre la paura. Ma l’epidemia non è ancora del tutto compresa e la stagionalità potrebbe causare una nuova forte ripresa nei prossimi mesi. Anche le incertezze politiche saranno notevoli. Dal punto di vista del mercato, il rischio sta nella vittoria di Biden che probabilmente implicherebbe aumenti delle tasse per le aziende e la popolazione più ricca, e potenzialmente una posizione meno favorevole alle imprese in settori come Big Tech, petrolio, difesa o farmaceutico. Anche i negoziati sulla Brexit devono essere conclusi entro ottobre ma la mancanza di progressi finora suggerisce che l’accordo, se ci sarà, sarà di minima".

Come orientarsi nella crescente diversificazione tra mercati e prodotti a seconda della propensione al rischio?

"Le azioni non sono a buon mercato ma offrono comunque un premio di almeno cinque punti in Europa: è difficile resistere per chi può tollerare il rischio. È importante sottolineare che i ripetuti salvataggi tramite politiche economiche stanno rendendo i prezzi degli asset più estremi che mai, esponendo gli investitori a correzioni occasionali di grandi dimensioni e tanto più dal momento che la microstruttura del mercato ha reso prociclica la liquidità. I real asset dovrebbero rimanere popolari, non solo per il rendimento extra, ma anche perché rappresentano una copertura in un contesto di crescente incertezza legata all’inflazione. Per i più audaci, cioè coloro che credono che la crisi Covid-19 svanirà al volgere dell’anno, le strategie di investimento contrarian consistono in posizioni di breve durata e rotazione in azioni value e cicliche, ad esempio banche e small cap".