Martedì 16 Luglio 2024
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Economia

Borsa americana, gli “orsi” di Wall Street sono in letargo: e se si svegliano?

Il rally di mercato in corso sarebbe più vulnerabile del previsto, tutto potrebbe cambiare quando gli investitori che scommettono contro il mercato decideranno di svegliarsi

Il letargo degli investitori orso e le sue conseguenze - Crediti: iStock

Il letargo degli investitori orso e le sue conseguenze - Crediti: iStock

Roma, 7 luglio 2024 – A Wall Street si registra una situazione che vede lo S&P500 in crescita del 15 per cento da inizio anno, con i venditori allo scoperto che stanno, in massa, abbandonando il campo. Proprio l’assenza di questi “orsi” potrebbe però portare a uno scenario non trascurabile: nel momento in cui torneranno potrebbe esserci un contraccolpo significativo tra gli investitori troppo fiduciosi. Volendo continuare a usare la metafora dell’orso, viene da chiedersi cosa potrebbe accadere quando, dopo l’ormai lungo letargo, questi decideranno di svegliarsi.

Wall Street, gli orsi sono in letargo: lo scenario

Fino a questo punto, il 2024 sembra essere un anno molto buono per le azioni. L’S&P 500, ovvero il principale indice azionario statunitense, da gennaio è cresciuto del 15 per cento, andando ben oltre il valore stimato dalle aspettative. Un mercato segnato dunque da una forte spinta rialzista che sta generando, per chi ben ha saputo leggerlo, degli ingenti guadagni di denaro. C’è un fattore però che deve essere tenuto fortemente in considerazione, ovvero il fatto che i ribassisti (orsi), cioè gli investitori che scommettono contro il mercato, stanno lentamente abbandonando il “campo di battaglia”, andando come detto in letargo. Per comprendere l’entità del fenomeno è necessario guardare ai dati di Wall Street.

I due più grandi Etf negoziati in borsa, ovvero l'Spdr S&p 500 Etf Trust e l'Invesco QQQ Trust Series 1 che solitamente vengono usati come proxy di mercato, hanno un interesse allo scoperto che è ai minimi storici degli ultimi sei anni. Così come riferito da una nota recente di Jp Morgan, il valore delle scommesse allo scoperto su questi Etf ammontava, fino al 2023, al 15 per cento del totale del valore di fonti. Oggi, invece, lo scenario è molto cambiato, con la percentuale che in entrambi i casi è scesa sotto la soglia del 9 per cento. Il timore è che l’assenza, o per meglio dire il letargo, degli orsi a bilanciare l’ottimismo del mercato potrebbe portare a un risveglio quanto mai brusco.

Il letargo degli orsi e i rischi di un brusco risveglio

Il mercato fortemente rialzista descritto, comunemente detto anche mercato toro, spinge i ribassisti - gli orsi - ad arrendersi e allontanarsi. Per Jp Morgan, tale ritiro di massa sarebbe spinto dalle regole normative più onerose e dalla mania recente delle azioni meme (azioni che diventano popolarissime tra gli investitori grazie all’utilizzo di social network, forum e community online), in grado di bruciare molti venditori allo scoperto.

Il ritiro dei venditori allo scoperto avrebbe, inoltre, contribuito a fare crescere l’inflazione dei prezzi delle azioni, andando ad attenuare la volatilità di mercato. Si è dunque creato uno sorta di lento squeeze, con gli investitori che hanno liquidato molto velocemente la loro posizione short, cioè corta, e hanno riacquistato le azioni per tentare di limitare le perdite o salvare i profitti con il prezzo del titolo continua a salire. Gli orsi, dunque, sono diventati dei costanti acquirenti di azioni di mercato nel momento in cui hanno chiuso le loro posizioni. Un dinamismo che, sempre per Jp Morgan, potrebbe rappresentare un problema per gli investitori dato dal fatto che nel momento in cui il sentiment del mercato peggiorerà, i venditori allo scoperto potrebbero risvegliarsi dal letargo e fare delle scommesse estremamente ribassiste. Il risultato sarebbe un colpo durissimo al mercato già estremamente vulnerabile.

Gli altri fattori di rischio per il mercato

Oltre allo scenario in precedenza descritto, ci sarebbero anche altri fattori di rischio che potrebbero svelare che l’attuale rally di mercato non è così strutturato come si potrebbe pensare. Il senso di quanto affermato, per Jp Morgan, è che tutti i venditori allo scoperto che fin qui hanno lasciato il campo libero, potrebbero decidere di entrare in massa, con lo scossone sul mercato che potrebbe essere molto pesante. A questo si collega il fatto che molti piccoli investitori hanno, in questa fase, un atteggiamento rialzista, specie dopo la Fed, la Banca centrale degli Stati Uniti d’America, ha iniziato a parlare del possibile taglio ai tassi di interesse. Tale aspetto non è da considerarsi un buon segnale per i mercati, visto e considerato che gli investitori di Main Street usualmente mostrano entusiasmo per le azioni soltanto alla fine dei mercati toro (cioè quando i prezzi sono cresciuti molto di più rispetto ai fondamentali).

Ci sarebbe, infine, un concreto rischio bolla delle dot-com già visto alla fine degli anni ‘90. Il motivo di tale supposizione è presto detto: gli attuali guadagni di mercati sono quasi totalmente alimentati da un numero limitato di aziende tecnologiche che si avvantaggiano con l’entusiasmo smisurato mostrato dagli investitori nei confronti dell’intelligenza artificiale e delle sue possibili implicazioni future.

Rally poco solido, i consigli per salvaguardare il portafoglio

L’analisi di mercato descritta mostra il quadro di un mercato rally nel 2024 estremamente fragile, nel quale una sola goccia potrebbe portare a uno tsunami dal grandissimo impatto negativo. Gli investitori, tuttavia, hanno la possibilità di proteggersi per tempo, ponendo in essere una serie di buone pratiche. Un modo ancora efficace per ridurre la volatilità di un portafoglio è investire sui bond. I rendimenti dei Treasury a 10 anni, ad esempio, sono scesi dal 4,71 per cento di maggio 2024 (il loro massimo) al 4,26 per cento di oggi. Per la salvaguardia del portafoglio il consiglio degli esperti analisti di mercato di Jp Morgan è dunque quello di guardare con maggiore interesse ai bond più che al possibile taglio dei tassi di interesse da parte della Fed che, malgrado i diversi annunci susseguitisi nel corso dell’anno, stenta ancora a trovare una concreta materializzazione.

Così come si legge nella nota diffusa da JP Morgan, “gli investitori che cercano protezione al ribasso all'interno dei loro portafogli azionari possono anche considerare i fondi covered-call, come il Jp Morgan Equity Premium Income Etf, il più grande Etf attivo. Questi fondi - continua ancora la nota - sottoscrivono opzioni call out of the money sugli indici del mercato azionario. Ciò significa che gli investitori perdono parte dell'upside ma incassano i premi delle call, che si traducono in un rendimento extra e un cuscinetto quando i prezzi delle azioni diminuiscono”.