Wall Street, sede della Borsa di New York

New York, 5 febbraio 2018 - Giornata nera per la Borsa americana che crolla in finale di seduta con l'indice Dow Jones arrivato a cedere il 6,12%, prima di chiudere a -4,62%. In termini di punti persi (quasi 1600) c'è stato il calo intraday maggiore della storia del listino. Corsa al ribasso anche del Nasdaq che ha perso il 3,78% e del S&P 500 (-4,10%). La pausa si estende all'Asia e all'Europa.

RISCHIO INFLAZIONE - A pesare sono i timori sulla possibilità che il ciclo fatto da bassa inflazione e bassi tassi di interesse sia prossimo alla fine. In particolare, gli operatori continuano a temere che un miglioramento dell'economia, anche per effetto della riforma fiscale Usa, possa fare scattare pressioni inflattive che a loro volta potrebbero costringere la Federal Reserve a stringere la cinghia più del previsto. Paura che si è palesata venerdì scorso, quando il governo Usa ha pubblicato un ottimo rapporto sull'occupazione americana a gennaio: in quel mese i salari orari sono saliti su base annua del 2,9%, un rialzo che non si vedeva dal giugno 2009.  

TIMORE PER I TASSI - I mercati sono febbrili per la prospettiva di un balzo in avanti dei tassi d'interesse. A fine marzo la Fed potrebbe annunciare il primo rialzo dei tassi del 2018 (stando ai future sui Fed Funds, c'è il 60,6% di probabilità di una stretta). Non solo. La Fed diffonderà le nuove stime economiche ma soprattutto il numero di aumenti del costo del denaro che prevede per l'anno in corso. Questa possibilità ha aumentato i rendimenti nel mercato obbligazionario, con il tasso di finanziamento decennale salito fino al 2,88%, il livello più alto dal 2014.

SILENZIO DI TRUMP - Da Donald Trump, che ha parlato 40 minuti in Ohio di economia, nessun accenno al crollo di Wall Street. Ci pensa il nuovo governatore della Federal Reserve, Jerome Powell, che si è insediato proprio oggi, a gettare acqua sul fuoco. "Al momento la disoccupazione è in calo, l'economia è in crescita e l'inflazione è bassa. Con le nostre decisioni sosterremo l'occupazione, la crescita e la stabilità dei prezzi". Poi la nota ufficiale della Casa Bianca in cui si dice che i fondamentali di lungo termine dell'economia restano "estremamente solidi". 

PETROLIO GIU' - Condizionato dalla caduta dei principali indici azionari di Wall Street, chiude in ribasso anche il prezzo del petrolio. Il light sweet crude (Wti), con consegna a marzo cede 1,30 dollari per chiudere a 64,15 dollari sulla borsa di New York. L'oro, il bene rifugio per eccellenza, sale dello 0,31% a 1.341,4 dollari.