Mobili, arredamento: foto generica (Fotogramma)
Mobili, arredamento: foto generica (Fotogramma)

Roma, 17 giugno 2020 - Il bonus mobili è un’agevolazione fiscale confermata anche nel 2020 per l’acquisto di mobili, elettrodomestici e arredi. Il bonus è riservato a chi ha compiuto una ristrutturazione non prima del 2019 e di conseguenza il bonus mobili e il bonus ristrutturazioni sono strettamente collegati. Chi possiede i requisiti per beneficiare del bonus ha diritto a una detrazione Irpef del 50% sull’acquisto di mobili e arredi fino a un tetto massimo di 10mila euro. 
Per vedersi riconosciuta la detrazione bisogna effettuare i pagamenti con il cosiddetto bonifico parlante, tracciabile elettronicamente e recante la dicitura appropriata. La cifra detratta, per un massimo di cinquemila euro, verrà recuperata dall’Irpef nell’arco di dieci anni.

1 - Chi ha ristrutturato nel 2019 ha uno sconto sugli arredi

In vigore dal 2012, anche quest’anno si può usufruire del Bonus mobili ed elettrodomestici. È nato prima delle agevolazioni introdotte per l’emergenza Coronavirus, e collegato, fin dall’inizio al bonus ristrutturazioni. Il bonus mobili è stato prorogato fino al 31 dicembre 2020 anche per gli acquisti che si effettuano nel 2020 ma – spiega l’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it) può essere richiesto solo se abbinato a un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato non prima del 1° gennaio 2019

2 - Detrazioni del 50%, tetto massimo 10mila euro

Il Bonus consiste in una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione del 50% è applicabile su una spesa massima (per unità immobiliare residenziale, sia prima che seconda casa o per le parti comuni dei condomini) di 10.000 euro. La detrazione (massimo 5.000 euro) va ripartita in dieci quote annuali (nel caso del tetto massimo, quindi, 500 euro all’anno) presentandola nell’apposito spazio nelle dichiarazioni dei redditi 2021.

3 - Non si somma con l’ecobonus al 65%

Il vincolo per poterne usufruire è dovuto alla necessaria contemporaneità di un intervento di recupero edilizio (ristrutturazione o acquisto caldaia con bonus al 50%). L’incentivo non vale invece se si usufruire dell’Ecobonus al 65%. L’immobile deve avere carattere residenziale e il bonus si calcola per numero di immobili. Quindi chi ha due case può usufruire di due bonus mobili (10.000 euro più 10.000 euro). La detrazione spetta anche quando i beni acquistati arredano ambienti diversi da quelli ristrutturati.

4 - L’acquisto dei mobili a carico di chi paga la ristrutturazione 

A usufruire del bonus sono le persone fisiche titolari dell’immobile (proprietari, usufruttuari, in comodato, inquilini) che effettuano e pagano l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, le stesse titolari dei lavori di ristrutturazione la cui data d’inizio deve anticipare quella dell’acquisto dei mobili (non il pagamento dei lavori). Se, per esempio, le spese per ristrutturare l’immobile sono state sostenute soltanto da uno dei due coniugi e quelle per l’arredo dall’altro, il bonus mobili non spetta a nessuno dei due. 

5 - Sì a letti, librerie, tavoli e sedie. No a porte, parquet e tende

La detrazione spetta per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici nuovi. Per quanto riguarda l’arredamento, comprende letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione. E’ escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio il parquet), tende e tendaggi, altri complementi d’arredo e mobili usati, restaurati o d’antiquariato. Il bonus riguarda anche i grandi elettrodomestici (per cui va fatta una comunicazione all’Enea).

6 - Pagamento tracciabile: esclusi contanti e assegni

Per avere la detrazione sugli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici occorre effettuare i pagamenti con bonifico bancario o postale oppure carte di credito o di debito (bancomat). Sono esclusi contanti e assegni. Se il pagamento è disposto con bonifico non serve utilizzare il modello specifico previsto per le spese di ristrutturazione. La detrazione è ammessa anche se i beni sono acquistati con un finanziamento a rate. Nel bonus rientrano anche le spese sostenute per il trasporto e il montaggio. In caso di pagamento con carte fa fede la data di transazione dell’operazione finanziaria, non quella di addebito.

7 - Fatture e ricevute da conservare per 10 anni

Per usufruire del Bonus e, in caso di controlli, non avere problemi con il Fisco, oltre alla tracciabilità dei pagamenti (ricevute del bonifico e/o di transazioni con carte e di addebito sul conto corrente) è necessario tenere fino alla fine del periodo di detrazione (10 anni) le fatture riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquistati. In caso di decesso, la detrazione, in tutto o in parte, non può essere trasferita agli eredi. Le detrazioni restano anche nel caso di vendita dell’immobile.