di In attesa di decisioni definitive sul Ricovery Fund il Governo deve prepararsi a fronteggiare una possibile crisi di liquidità dell’intero sistema pubblico dovuto alla riduzione degli introiti tributari e all’appesantimento dei costi straordinari dovuti alle conseguenze del Covid-19. Le scadenze...

di

In attesa di decisioni definitive sul Ricovery Fund il Governo deve prepararsi a fronteggiare una possibile crisi di liquidità dell’intero sistema pubblico dovuto alla riduzione

degli introiti tributari e all’appesantimento dei costi straordinari dovuti alle conseguenze del Covid-19.

Le scadenze fiscali

di fine giugno e dei mesi successivi sono in bilico per la maggioranza delle partite Iva, nel caso dovesse essere prorogato il termine si andrebbe a determinare un ulteriore aggravamento dei

flussi di cassa pubblici, d’altronde la ripartenza delle attività economiche è stata tutt’altro che incoraggiante:

i consumi sono rimasti al palo e di conseguenza le produzioni destinate entro confine stanno subendo una contrazione di notevoli proporzioni. Inutile persistere nella continua richiesta di fondi pubblici da destinare alle attività economiche in presenza di una sensibile riduzione delle entrate, serve un operazione straordinaria

in grado di stimolare

i consumatori a mettere mano al portafoglio, superando parimenti le paure del contagio, che peraltro ad oggi risultano essere sensibilmente ridotte, ma non lo sono nella percezione di larga parte dell’opinione pubblica che continua a disertare ogni attività al chiuso. L’onda d’urto necessaria deve partire dai

vantaggi sul portafoglio con l’adozione della totale deducibi dalle tasse di ogni contribuente degli acquisto effettuato da qui a fine anno, una misura straordinaria ormai indispensabile per rilanciare

i consumi ed evitare la depressione socio-economica.