Carlo Bonomi, presidente di Confindustria (Ansa)
Carlo Bonomi, presidente di Confindustria (Ansa)

Roma, 17 giugno 2020 - Carlo Bonomi torna a incalzare il governo con una serie di richieste concrete durante gli Stati Generali. "La cassa integrazione è stata anticipata in vasta misura dalle imprese e così sarà per ulteriori 4 settimane", e ci sono stati "gravi ritardi anche per le procedure annunciate a sostegno della liquidità", chiarisce il presidente di Confindustria dopo l'incontro a Villa Pamphili. "Le misure economiche italiane si sono rivelate più problematiche di quelle europee", sottolinea.

E ancora: "Chiedo immediato rispetto per la sentenza della Magistratura che impone restituzione di 3,4 miliardi di accise energia, impropriamente pagate dalle imprese e trattenute dallo Stato nonostante la sentenza della Corte di Cassazione che ne impone la restituzione". Una richiesta che fa riferimento al versamento delle addizionali provinciali sulle accise dell’energia elettrica illegittimamente corrisposte nel biennio 2010 – 2011 e su cui si è pronunciata anche la Cassazione, stabilendo che le aziende che l'hanno versata hanno diritto alla restituzione delle somme.

"L'impegno contro una nuova dolorosa recessione può avere successo solo se non nascondiamo colpe ed errori commessi da tutti negli ultimi 25 anni", chiarisce ancora Bonomi. "Ora si onorino i contratti-debiti verso le imprese", aggiunge. "Sul fisco, non possiamo operare restando in attesa per oltre 60 mesi in media della regolazione da parte dello Stato dei crediti Iva alle imprese, quando nei Paesi concorrenti europei avviene in meno di 6 mesi. Confindustria non crede in uno Stato cattivo contrapposto al privato buono. Ciò che chiediamo è una democrazia moderna con istituzioni efficienti e funzionanti, cioè con una pubblica amministrazione "buona", come già indicato e chiesto dal Governatore di banca d'Italia".

La replica del premier Giuseppe Conte non tarda ad arrivare. "Qualcuno crede che questo governo abbia un pregiudizio nei confronti della libera iniziativa economica -  dice infatti il presidente del Consiglio -. Voglio precisarlo molto chiaramente: le misure che abbiamo elaborato e inserito nei nostri provvedimenti sono dedicate al sostegno delle imprese. Da parte di questo governo c'è una costante attenzione per il sostegno alle imprese". "Per noi l'impresa - continua Conte - è un pilastro della nostra società. Possiamo avere diversità di opinioni e valutazioni, ma non c'è nessun pregiudizio ideologico. Preservare l'impresa e metterle in condizione di poter affrontare vigorosamente e in modo resiliente uno choc come questo è una priorità del nostro Paese, altrimenti non andiamo da nessuna parte".

Il premier invita Confindustria a "volare alto" e a guardare al "piano di rilancio" per il Paese. E, con tono sdrammatizzante, spiega che "in questo piano troverete una misura che il dottor Bonomi ci voleva 'rubare'. Abbiamo circa 187 tra mission e singoli progetti. Li abbiamo studiati con i ministri e già condiviso con i gruppi parlamentari di maggioranza che sostengono questo governo. La stiamo offrendo a questo confronto a tutte le forze produttive e sociali del Paese con cui ci stiamo misurando e torneremo ovviamente a offrirlo anche alle forze di opposizione. Vogliamo avere un confronto ampio e costruttivo". "Chiediamo valutazioni e critiche per migliorare i nostri progetti", aggiunge Conte spiegando che però i tempi della ripresa saranno lunghi. "Il quadro macroeconomico si presenta molto complesso: abbiamo capito tutti che questa emergenza avrebbe portato alti costi, oltre che umani, economici e sociali".

In serata Carlo Bonomi usa termini più concilianti, anche se nella sostanza mantiene il punto. Tra governo e imprese "i rapporti sono stati e sono buoni, credo di poter affermare che c'è stima reciproca - dice -. Ma abbiamo il dovere di fare critiche, anche costruttive su temi economici. E Confindustria ha il dovere di fare proposte, cosa che abbiamo sempre fatto". Anche il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, cerca di riportare la dialettica nei binari del dialogo. Nel Paese c'è "coesione e maturità" in un "momento così difficile" e "al di là di tante inevitabili polemiche e discussioni che ci sono e che a volte appaiono sopra le righe", dice il capo del Mef.