di Massimiliano Mingoia "Questa è il momento di fare le riforme per avere un Paese normale e non fatto di commissari. Questo non è il momento di fare scioperi". Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, si presenta all’Assemblea generale di Assolombarda – da lui guidata dal 2017 fino a sei mesi fa – all’hangar dell’aeroporto di Linate e torna a incalzare il governo Conte sui nodi della ripresa. "Noi vogliamo un Paese normale", scandisce dal microfono...

di Massimiliano Mingoia

"Questa è il momento di fare le riforme per avere un Paese normale e non fatto di commissari. Questo non è il momento di fare scioperi". Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, si presenta all’Assemblea generale di Assolombarda – da lui guidata dal 2017 fino a sei mesi fa – all’hangar dell’aeroporto di Linate e torna a incalzare il governo Conte sui nodi della ripresa. "Noi vogliamo un Paese normale", scandisce dal microfono il presidente degli industriali, rispolverando un concetto che Massimo D’Alema scelse come titolo di un suo libro nel 1995.

Venticinque anni dopo, l’Italia resta un Paese anormale, secondo Bonomi, per il quale la ripresa, dopo la crisi economica provocata dall’emergenza Covid, è difficile senza uno slancio riformista: "Sabato abbiamo presentato i dati del nostro centro studi. Nel 2020 le previsioni indicano un -10% del Pil e anche dell’occupazione. Siamo tornati indietro con numeri da guerra eppure c’è un rimbalzo grazie alla manifattura industriale. E io dico: non fermate la locomotiva dell’industria italiana".

Nel mirino di Bonomi finisce ancora una volta il governo: "Ci saremmo aspettati che gli investimenti pubblici arrivassero prima del Recovery fund, perché lo stesso commissario europeo Gentiloni (intervenuto poco prima, ndr) ci dice che quelli sono fondi aggiuntivi". A chi lo accusa di essere troppo severo con l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte, Bonomi replica: "Noi non facciamo proteste, ma proposte. Confindustria non giudica i governi ma i provvedimenti economici". A chi gli imputa il blocco dei contratti, il numero uno degli industriali risponde così: "Noi vogliamo farli ma in maniera intelligente e sostenibile. È impensabile andare a un aumento salariale che sia indipendente da quello che sta succedendo alle nostre imprese. La strada giusta è quella di sedersi al tavolo e parlarsi. Non è il momento di fare scioperi".

L’incubo di un nuovo lockdown, intanto, viene evocato dagli interventi del sindaco Giuseppe Sala e dal governatore lombardo Attilio Fontana davanti agli 800 imprenditori distanziati e con mascherina presenti nell’hangar di Linate. Il presidente di Assolombarda Alessandro Spada, infine, chiede al Governo una riforma del fisco e l’immediata accettazione del Mes, i fondi europei per la sanità.