"Stiamo attraversando un momento storico senza precedenti". Così Liliana Fratini Passi (nella foto), direttore generale di Cbi, ha descritto le lunghe settimane di marzo e aprile, quando tutta Italia è rimasta totalmente bloccata con il lockdown imposto dall’epidemia da Coronavirus.

In questi due mesi di grandi sacrifici, è emerso però un aspetto significativo che la stessa Fratini Passi, oggi alla guida di una importante realtà specializzata nel settore dei pagamenti digitali e dell’open innovation, non ha mancato di evidenziare in un suo recente intervento pubblico: i più fortunati, ha sottolineato la manager, hanno potuto "contare sul digitale per mantenere contatti sociali a opportuna distanza, per esempio con la scuola e con la propria attività lavorativa". Nel fare questa riflessione, Fratini Passi ha parlato senza dubbio da un osservatorio privilegiato che le consente di toccare con mano le opportunità offerte oggi dalle tecnologie digitali e dalla progressiva digitalizzazione dell’economia.

Cbi, che è partecipata da 405 banche socie, è infatti una industry utility del sistema finanziario italiano, una realtà che opera con l’obiettivo di sviluppare infrastrutture e servizi di pagamento digitale, per le imprese, i cittadini e per la Pubblica Amministrazione, in un processo che porterà in futuro a creare la cosiddetta cashless society, una società in cui l’uso del denaro contante è letteralmente azzerato o comunque ridotto ai minimi termini. In particolare, oggi Cbi è molto impegnata anche sul fronte dei servizi di pagamento online di bollettini e avvisi inviati dalla Pubblica Amministrazione (pagoPA). Già oggi oltre 4 milioni di italiani pagano tramite Internet, agli Atm (cioè ai bancomat) o anche negli sportelli delle banche e degli enti statali, moltissime tasse, tributi e ticket sanitari, il bollo auto o altri versamenti a favore della pubblica amministrazione attraverso un servizio messo a punto proprio da Cbi.

Si chiama Cbill e ha registrato un aumento di ben il 200% tra il 2018 e il 2019 nel numero di bollettini processati. "Questo trend di crescita si è dimezzato nel mese di marzo 2020 – continua Fratini Passi – anche a seguito della sospensione o proroga nei versamenti di alcune tasse e tributi, per contingentare l’emergenza economica". Tuttavia, sottolinea il direttore generale di Cbi "stiamo comunque osservando un aumento dei cittadini che interagiscono con i nostri canali per avere informazioni sul servizio Cbill. Questo a testimonianza del fatto che la situazione attuale sta creando un patrimonio di competenze ed esperienze che rimarrà nel tempo e ci potrà aiutare per migliorare le azioni intraprese a supporto della rinascita economica". Per Fratini Passi la tragica pandemia di questi mesi ha avuto almeno anche un effetto positivo: in pochi giorni ha fatto percorrere ai cittadini e alla pubblica amministrazione un balzo in avanti nella digitalizzazione che diversamente avrebbe richiesto anni, anche se rimane una parte della popolazione ancora ampiamente impattata dal digital divide, il divario esistente tra chi ha ampio accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione (in particolare a Internet e ai computer) e chi ne è totalmente o parzialmente escluso.

Proprio nell’ottica di superamento del digital divide Cbi è impegnata da anni al fianco degli enti pubblici e lavora con alcuni organismi impegnati su questo fronte. Collabora per esempio con l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), creata negli anni scorsi dalla Presidenza del Consiglio con il compito di garantire contribuire alla diffusione dell’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, favorendo l’innovazione e la crescita economica. Un’altra realtà con cui collabora Cbi è PagoPa, la società partecipata dallo Stato creata allo scopo di diffondere i servizi digitali in Italia nonché gestire pagoPA, il sistema di pagamenti elettronici realizzato per rendere più semplici, sicuri e trasparenti i pagamenti verso la pubblica amministrazione.