Roma, 12 luglio 2019 - Il tempo dei rinvii è finito. Dopo che il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi presentati di Vodafone, Wind-3 e Fastweb contro le decisioni del Tar relative alle bollette telefoniche a 28 giorni, le compagnie devono procedere con i rimborsi, tanto che le associazioni di consumatori - in primis Codacons e Federconsumatori - sono già saltate loro al collo. Ma cosa deve aspettarsi l'utente medio? 

Cosa si può recuperare?

Innanzitutto bisogna capire che cosa può essere recuperato dal singolo utente. Il periodo per cui Vodafone, Wind-Tre e Fastweb (su Tim la pronuncia arriverà in un momento successivo, ma gli esperti ipotizzano che difficilmente sarà di segno diverso)  sono state 'sanzionate' va dal giugno 2017 (pronuncia dell'Agcom che, di fatto, definiva illegittima la tariffazione a 28 giorni) all'aprile 2018 (ripristino della tariffazione a 30 giorni). "Si calcola - spiega Stefano Zerbi, portavoce di Codacons - che ogni utente debba ricevere tra i 30 e i 50 euro, a seconda dell'entità del contratto". 

Quali sono le modalità di rimborso?

I rimborsi saranno automatici, non è necessario aver fatto una richiesta precedentemente. Ma non bisogna aspettarsi un assegno o una somma di denaro, il meccanismo per restituire i giorni 'erosi' sarà quello della compensazione. Ovvero, la somma dovuta sarà scontata dalle bollette future. 

E chi intanto ha cambiato operatore?

"Questo è un nodo ancora da sciogliere - ammette Zerbi -. In teoria dovrebbe ricevere i soldi a casa automaticamente". Difficile immaginare la propria ex compagnia telefonica che chiama a casa per restituire l'assegno, però... "Noi offriamo assistenza legale a chiunque ritenga di averne bisogno", osserva ancora il portavoce del Codacons. 

Il Codacons: "Occhio alle 'offerte' di più giga e minuti"

Il Codacons ci tiene a specificare una cosa: "Nelle ultime settimane, sono già iniziate ad arrivare chiamate agli utenti in cui le compagnie offrono giga per la navigazione internet e minuti di conversazione gratis come 'risarcimento' - spiega Zerbi -. Ricordiamo che sono tutte aggiunte che, al gestore, non costano nulla. Il nostro consiglio, quindi, è di fare attenzione ad accettarle, poiché dopo non si potrà più chiedere la restituzione delle somme dovute".