Mario Draghi e Andrea Orlando (ImagoE)
Mario Draghi e Andrea Orlando (ImagoE)

Roma, 25 maggio 2021 - Partita aperta e alta tensione sul blocco dei licenziamenti, prorogato dal Governo al 30 giugno dopo l'accordo raggiunto ieri sera al tavolo di Palazzo Chigi. Una mediazione tra imprese e sindacati che pare una tregua più che una pace. Ma Draghi esprime comunque soddisfazione:  abbiamo "fatto un passo avanti, spero che sindacati e imprese si ritrovino nella mediazione", dice il premier in conferenza stampa dopo il Consiglio Ue. Parole che arrivano dopo ore di frecciate a distanza tra le parti sociali coinvolte nella mediazione. 

Confindustria ha attaccato il ministro del Lavoro Orlando che, a dire degli industriali, avrebbe inserito la proroga ad agosto - poi saltata - senza avvisare, 'fuori sacco'. Una mossa, quella del ministro, che avrebbe generato l'irritazione proprio di Draghi nei confronti dello stesso Orlando e del Pd. Di contro i sindacati  chiedono di mantenere il blocco fino a ottobre e ricordano che finora nessun accordo è stato tradito, promettendo battaglia. 

Sommario

La proroga

Il pacchetto Orlando prevede che il blocco scada alla fine del prossimo mese per le grande imprese, mentre per le piccole il termine viene fissato al 31 ottobre. Sparisce invece la proroga al 28 agosto - su cui puntava il ministro . per le aziende che avessero chiesto la cig Covid dall'entrata in vigore del decreto Sostegni bis entro la fine di giugno.  Confermata invece la possibilità per le imprese di utilizzare la cassa integrazione ordinaria, dal primo luglio, senza dover pagare le addizionali fino alla fine del 2021 con l'impegno a non licenziare per tutto il periodo in cui ne usufruiscono.

Draghi

"La mediazione ha retto ed è un miglioramento considerevole sia di una situazione che vedeva l'eliminazione pura e semplice del blocco, sia di una posizione che vedeva il mantenimento fio a ottobre-dicembre", le parole di Draghi. "L'intervento previsto è in linea con gli altri paesi Ue - aggiunge il premier -. La strada è quella di garantire la Cig gratuita anche dopo l'1 luglio in cambio dell'impegno di non licenziare". E ancora: "Spero che sia i sindacati che le imprese si trovino su questa mediazione". .

Confindustria

Secondo il leader degli imprenditori Carlo Bonomi ha ragione la sottosegretario al Lavoro, Tiziana Nisini, che ha parlato di imboscata di Orlando. "Avevamo incontrato il ministro - ha detto Bonomi - ed era stato trovato un accordo per prorogare il blocco al 30 giugno. Poi ci siamo trovati di fronte ad un cambio di metodo inaspettato e inaccettabile".

Pronta la replica del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini: il confronto tra governo e parti sociali sul blocco dei licenziamenti è avvenuto 20-30 giorni fa e non si era arrivati a condividere una posizione. "Poi sui giornali si legge che Confindustria aveva un accordo con qualcuno ma non si capisce quale e con chi".

Ma Bonomi è durissimo: "Siamo di fronte a un ministro che propone un provvedimento di blocco al 28 agosto mentre in contemporanea il Parlamento vota lo stop ai licenziamenti fino al 30 giugno". Quindi l'affondo: "Se non ci sono le fondamenta di un rapporto di lealtà istituzionale sarà molto difficile" uscire dalla crisi. 

Cgil

Ancora sulle barricate Landini: "il messaggio che viene dato, ascoltando un po' troppo Confindustria è che i problemi si risolverebbero con la libertà di licenziare. Credo - ha detto - che sia un messaggio sbagliato".

Per il sindacato, "se le imprese hanno risorse e vengono dati loro finanziamenti e hanno opportunità di utilizzare la cassa interazione senza pagarla non deve essere un'opzione licenziare o no a seconda di quello che conviene. Se hai aiuti pubblici, se hai addirittura gli strumenti che in questi mesi possono evitare di ricorrere ai licenziamenti senza costi aggiuntivi, deve diventare un vincolo per le imprese utilizzare quegli strumenti anziche' ricorrere ai licenziamenti". Landini è categorico: "Per noi la partita sul blocco dei licenziamenti non è chiusa". 

Se dal primo luglio si rischia che migliaia di persone restino senza lavoro è perché il governo ha "ascoltato un po' troppo Confindustria".

Cisl

Anche il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, lancia un avvertimento sulle conseguenze della misura: la posizione assunta dal governo sul blocco dei licenziamenti "è una soluzione debole, non in grado di arginare il rischio tsunami sociale e occupazionale che arriverà con l'uscita dal blocco".

Per Sbarra, "il governo deve tornare sui propri passi, aprire urgentemente il confronto con le parti sociali per giungere a soluzioni condivise. Questo pasticcio è frutto della mancata concertazione sui temi del lavoro contenuti nel decreto Sostegni Bis".

Uil

Interviene anche PierPaolo Bombardieri, leader della Uil. "In questa settimana - sottolinea - mentre noi chiediamo 'zero morti sul lavoro', qualcuno chiede 'zero diritti' e sono le stesse associazioni datoriali che, in questo anno, hanno avuto il 74% dei finanziamenti dello Stato a favore delle aziende". Quindi ricorda la manifestazione di venerdì davanti a Montecitorio: "Saremo in piazza per far sentire la nostra voce. Noi siamo sempre per risolvere i problemi e per trovare le soluzioni: speriamo che ciascuno faccia appello al proprio senso di responsabilità per evitare di incendiare il Paese".