di Giuseppe Catapano

Un passato da startup, un presente da Ferrari del cielo. Blackshape ha scelto la rotta giusta, nei primi dieci anni di vita. L’azienda pugliese vuole continuare a correre, nonostante la pandemia. "In aeronautica si ragiona guardando soprattutto al lungo termine" spiega il Ceo Luciano Belviso (nelle foto sopra a destra e nella pagina accanto).

L’emergenza Covid-19 ha toccato la vostra operatività?

"La storia ci ha dimostrato che le crisi, come quella che vive oggi il trasporto commerciale, sono superabili. Siamo reduci da un trend di crescita e, seppur con rigide misure di sicurezza e distanziamento, la produzione non si è mai fermata essendo impresa strategica. Cerchiamo sempre di trasformare le crisi in opportunità, anche perché il nostro sguardo è rivolto al lungo periodo".

L’aviazione commerciale, però, è uno settori che soffre di più.

"È vero. Ma la previsione è di un contenimento della crisi in 18-24 mesi, ci sarà una polarizzazione che favorirà i player più robusti. Il settore ha superato le difficoltà post 11 settembre 2001 e saprà mettersi alle spalle anche questa fase".

Insomma, c’è una preoccupazione non tale da condizionare le scelte?

"Una riflessione prudenziale è doverosa ed è stata fatta, ma non abbiamo rivisto le strategie. Anzi, rafforziamo le scelte compiute l’anno scorso".

E allora in quale direzione sta andando Blackshape?

"Una prima direttrice di sviluppo è nell’addestramento dei piloti, su cui continueremo a puntare. Il trasporto aereo commerciale è un settore imprescindibile, un pilastro della nostra società. Noi ci poniamo come fornitori di sistemi integrati che permettono di selezionare e formare i piloti".

Ci saranno accordi con altre compagnie, dopo quello con Transavia?

"Sono in corso varie interlocuzioni, in diverse aree geografiche".

Siete protagonisti in Ocean2020, il principale progetto di ricerca sulla difesa finanziato dall’Ue per la sorveglianza marittima: dove porterà questa strada?

"Pattugliamento e volo autonomo costituiscono la seconda direttrice del nostro sviluppo. Viviamo in un clima geopolitico che impone, per necessità che vanno dalla lotta al contrabbando a quella alla pirateria, una serie di azioni di sorveglianza strategica e tattica. In quest’ultimo ambito abbiamo realizzato una piattaforma aerea in grado di intercettare e riconoscere le minacce, generando un allarme per favorire un intervento che contrasti la minaccia stessa. Tra le tecnologie utilizzate c’è anche il pilotaggio remoto".

È una sfida per voi?

"Non se la si intende come scommessa. Non è così che agiamo, entriamo in un business perché abbiamo i mezzi per guidare i processi. Se invece la sfida è di natura tecnologica allora la si può considerare tale. Non ci spaventano le difficoltà industriali, ci occupiamo di questo ed è un rischio calcolato. Contestualmente vogliamo rafforzare una posizione già forte nell’addestramento e anche nel recreational".

Chi compra un aereo oggi?

"Privati e clienti e istituzionali, in un mercato che per noi è il mondo. Con il velivolo Prime (nella foto in alto a sinistra) abbiamo conquistato piloti, e quindi persone che hanno già familiarità con il volo, ma anche chi non aveva mai pensato di volare".

In Italia bolle qualcosa in pentola?

"Stiamo dialogando a tutti i livelli. È significativa la partnership con la Marina Militare, cominciata nel 2013 nell’ambito della sorveglianza per un rapporto eccellente che auspichiamo possa proseguire: sono già stati dimostrati i benefici e i sensibili risparmi per la forza armata. Attualmente stiamo collaborando anche con il reparto sperimentale di volo dell’Aereonautica Militare a Pratica di Mare, dove abbiamo trovato professionalità di altissimo livello. Ma il nostro fatturato è realizzato per il 90% all’estero, da Singapore all’Australia e dal Sudafrica all’Europa: vogliamo continuare a caratterizzarci per questo".

Vi sentite un’eccellenza italiana nel mondo?

"Non siamo noi a doverci definire un’eccellenza. Riteniamo di essere sulla strada che desideravamo percorrere quando siamo partiti, così come crediamo di riuscire a incarnare e declinare i valori del Gruppo Angel e del cavalier Pertosa, nostro socio e mentore. Vediamo crescere ogni giorno un gruppo di persone che si divertono a fare il loro lavoro e che rappresentano appieno la nostra forza e la nostra identità".