La Maison Du Bitcoin a Parigi (LaPresse)

Roma, 3 gennaio 2018 - La pecora nera della Silicon Valley ci ha visto giusto anche questa volta. Peter Thiel, co-fondatore di PayPal, ha scommesso parecchi soldi sui bitcoin guadagnandoci cifre notevoli. Secondo il Wall Street Journal avrebbe investito tra i 15 e i 20 milioni di dollari attraverso Founders Fund, il fondo di venture capital fondato nel 2005, prima delle ultime ondate di volatilità. Non si sa la data esatta dell'operazione, ma Thiel avrebbe comunicato agli investitori che le criptovalute acquistate valgono adesso "centinaia di milioni".

Così come non è chiaro se il fondo sia già passato alla cassa per liquidare una quota di criptovaluta prima della flessione pre-natalizia. Una mossa in controdentenza la sua considerando che sono ancora pochi gli investitori istituzionale ad aver scommesso somme così elevate sulla criptovaluta. Del resto, lui è uno che ha sempre giocato fuori dagli schemi, come durante la campagna elettorale americane quando l'appoggio a Trump gli valse appunto l’appellativo di pecora nera della Silicon Valley. E scommesso giusto: fu uno dei primi a investire su Facebook quando la creatura di Zuckerberg muoveva solo i primi passi. Secondo il quotidiano, la puntata sulla moneta virtuale sarebbe stata fatta a metà 2017 e, nel frattempo, il valore del Bitcoin è aumentato di dieci volte facendo aumentare il valore della società. Il prezzo della criptovaluta a inizio 2017 era di mille dollari, a luglio era già balzata attorno ai 2.500 dollari e, a dicembre, ha toccato il valore massimo di 20mila dollari.

Poi ci sono stati i crolli e le risalite ed, ora, la regina delle criptovalute viaggia sopra i 15mila dollari e capitalizza oltre 250 miliardi di dollari. Thiel non sarebbe il primo nome noto ad essere diventato miliardario in bitcoin. I gemelli Tyler e Cameron Winklevoss, famosi per aver conteso a Zuckerberg la proprietà intellettuale di Facebook dando vita ad una controversia giudiziaria culminata in un risarcimento da 65 milioni di dollari, decisero infatti nel 2013 decisero di investirne 11 milioni in bitcoin. Un azzardo vinto. Hanno acquistato 100mila criptomonete quando il valore di un Bitcoin era di 120 dollari. Parlando in una conferenza in Arabia Saudita lo scorso autunno, Thiel aveva paragonato i bitcoin all’oro: “Credo che le persone stiano sottovalutando Bitcoin - ha detto - perché è una forma di riserva di denaro. Se diventa l’equivalente cyber dell’oro, ha un potenziale grande”. Una visione antitetica a quella delle banche centrali. Che iniziano ad alzare sempre più le antenne sul mondo delle criptovalute. “I bitcoin sono una scommessa, non una moneta. Non è riserva di valore nè mezzo di scambio” avverte il vice direttore generale di Bankitalia, Fabio Panetta, mentre la Bce apre all’introduzione di una forma di regolamentazione. Il membro del board, Ewald Nowotny, dopo aver definito il bitcoin "un oggetto puramente speculativo che si spaccia per una moneta", ha dichiarato che "sarebbe sufficiente applicare la regola alla base di ogni transazione finanziaria: tutti i partecipanti devono rivelare la propria identità". Questo, secondo Nowotny, "romperebbe il bitcoin", una valuta ad alto rischio di riciclaggio di denaro.