Roma 20 dicembre 2017 - E' mistero intorno a Satoshi Nakamoto, l'enigmatico pseudonimo dietro il quale si nasconde l'inventore del Bitcoin e della tecnologia che lo fa funzionare, il Blockchain. L'incognita sulla sua identità è, ad oggi, uno dei più grandi misteri di internet che ha fatto perdere il sonno alla comunità di Hacker e internauti in tutto il mondo. Se vogliamo saperne di più dobbiamo richiamare la storia dall'inzio.

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Era il lontano 2008 quando il profilo di un misterioso programmatore chiamato Satoshi Nakamoto pubblicò online un documento di 9 pagine intitolato: 'Bitcoin, un sistema di valuta digitale peer-to-peer'. Subito il documento generò scalpore nel mondo di internet e, un anno dopo, Satoshi decise di mettere alla prova le sue tesi lanciando la prima versione del softwer di Bitcoin. Fino a qui tuitto regolare se non fosse che, nel 2011, dopo un periodo di grande attività su forum e chat con altri programmatori per migliorare il programma, Satoshi Nakamoto scomparve nel nulla. Non un post, non una mali, e ovviamente nemmeno i suoi collaboratori più stretti lo avevano mai incontrato di persona.

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Naturalmente l'improvvisa scomparsa di Nakamoto ha scatenato un'ondata di speculazioni, dicerie e rumors sull'identità della misteriosa figura e su cosa ne fosse stato di lui. C'è chi dice che Satoshi sia un programmatore giapponese, chi pensa che non si tratti di una sola persona bensì di un gruppo o che sia un'organizzazione segreta di qualche tipo e c'è perfino chi ha sostenuto di 'essere' Satoshi Nakamoto, come nel caso dell'accademico australiano Craig Steve Wright. 

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Per quanto riguarda il motivo della scomparsa, le molte ipotesi formulate nel corso degli anni si riducono essenzialmente a due filoni principali: da una parte c'è la teoria detta del 'buon Satoshi' secondo la quale Nakamoto avrebbe deciso di ritirarsi dalla scena per lasciare che la sua creatura si sviluppasse da sé; dall'altra parte c'è chi crede che il padre della criptovaluta abbia avuto paura di fronte all'esplosione del fenomeno Bitcoin e si sia tirato indietro temendo per la sua privacy e per la sua sicurezza

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Ma perchè è importante scoprire l'identità di Satoshi Nakamoto? Il motivo è semplice: chiunque (o qualunque cosa) egli/essi sia/siano non se n'è andato a mani vuote. Il creatore del Blockchain possiede infatti quasi un milione (980 mila) di Bitcoin, per un valore di circa 19,4 miliardi di dollari in base ai calcoli del CoinDesk price index riportati dal sito Quartz nel momento in cui il valore del Bitcoin ha toccato 19,771 dollari.

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Oltre a renderlo uno dei 50 uomini più ricchi al mondo sulla lista di Forbes, questa enorme quantità di Bitcoin gli garantisce il potere di determinare il valore della criptovaluta. Ciò è possibile poichè esiste una quantità di Bitcoin limitata a circa 21 milioni e il loro valore è unicamente determinato dal gioco di domanda e offerta. Satoshi possiede il 5% dei Bitcoin totali e grazie ad essi può limitarne il flusso facendone aumentare la 'rarità' e quindi il valore, oppure inondarne il mercato generando inflazione. Per rendersi conto del potere che è nelle sue mani basti pensare che gi Stati Uniti, i primi detentori di oro al mondo, ne possiedono circa il 4,3% e con esso sono in grado di determinarne il prezzo a loro piacimento. Questo fatto ha generato timori nella comunità finanziaria tanto più ora che il valore dei Bitcoin viene indicato da molti come una 'bolla' che diverse autorità del mondo della finanza dichiarano essere destinata a scoppiare.