La prima settimana della finanza targata 2021 sarà quella della ripartenza e dell’agognata ripresa dopo un anno vissuto nell’incertezza e con gli effetti della Brexit ancora da verificare sui mercati. Ma intanto uno dei pochi mercati aperti in questo primo weekend ha dato un segnale chiaro: il 2021, in certi contesti, riparte così come era finito il 2020. Il Bitcoin sfonda infatti quota 30mila dollari. La più nota delle criptovalute continua la sua...

La prima settimana della finanza targata 2021 sarà quella della ripartenza e dell’agognata ripresa dopo un anno vissuto nell’incertezza e con gli effetti della Brexit ancora da verificare sui mercati. Ma intanto uno dei pochi mercati aperti in questo primo weekend ha dato un segnale chiaro: il 2021, in certi contesti, riparte così come era finito il 2020. Il Bitcoin sfonda infatti quota 30mila dollari. La più nota delle criptovalute continua la sua corsa, toccando addirittura i 32mila dollari.

A spingere l’intangibile moneta contribuisce la debolezza del dollaro e soprattutto l’incertezza del momento: facendo lievitare di giorno in giorno la capitalizzazione complessiva, che già a fine dicembre aveva superato i 500 miliardi di dollari – più di colossi come Mastercard, Visa e Walmart –, ormai con l’anno nuovo ha dribblato anche il gigante Berkshire Hathaway di Warren Buffett, superando i 540 miliardi.

La corsa della criptovaluta era ricominciata in autunno ma non con questi ritmi: poco sotto i 13mila dollari alla fine di ottobre, la quotazione aveva superato la soglia psicologica dei 20mila a fine novembre. Poi l’accelerazione con un guadagno nel solo mese di dicembre del 50%.

Eppure nel marzo scorso, con il crollo di Wall Street per l’allarme pandemico, anche la criptovaluta era precipitata scendendo fino a 6.000 dollari, considerata in quel momento poco attendibile come bene rifugio. E un altro crollo si era registrato nel 2019, sempre a marzo quando era sceso sotto i 4.000 dollari, l’80% in meno rispetto al picco di 19.800 dollari di dicembre 2017.

Ora, invece, secondo gli analisti di settore, la corsa potrebbe proseguire ben oltre, raggiungendo nel 2021 anche quota 100mila dollari. La valuta "sarà sulla strada dei 50.000 dollari probabilmente nel primo trimestre del 2021", afferma Antoni Trenchev, amministratore delegato partner e co-fondatore di Nexo a Londra, che si autodefinisce il più grande prestatore di criptovalute al mondo.

Ma c’è anche chi invoca cautela. Non solo per la volatilità già dimostrata più volte in passato ma anche per l’incognita delle regole e la necessità di una regolamentazione della galassia delle valute digitali che prima o poi dovrà arrivare e che potrebbe provocare una brusca inversione di tendenza nei prezzi.