Simonpietro Felice, direttore generale del gruppo Caviro
Simonpietro Felice, direttore generale del gruppo Caviro

Il vino e la Grande distribuzione organizzata (Gdo) aitempi del Covid-19. Ne parliamo con Simonpietro Felice, direttore generale Caviro.

Il grande gruppo vitivinicolo romagnolo ha chiuso un 2019 con numeri in crescita, e anche nei primi mesi del 2020 sta crescendo… "Caviro è il primo partner della Gdo italiana nel segmento vino. La crescita delle nostre vendite in Gdo nel 2019 è frutto di tre fattori: 1) il grande salto di qualità che il comparto ha fatto nella Gdo, con un assortimento di vini degno delle migliore enoteche; 2) il posizionamento sempre più premium dei prodotti Caviro nel loro segmento, a partire dal Tavernello; 3) l’inserimento di molte nuove referenze".

Che effetti ha avuto il lockdown per la pandemia Coronavirus?

"Ai tre fattori di cui parlavo, che stavano portando ad una crescita di circa il 5%, si è aggiunto da marzo 2020 l’ulteriore spinta della crescita dei volumi di vino in Gdo, causata ovviamente dagli effetti del lockdown. È un fenomeno momentaneo, che benché ci possa fare piacere (+20% delle vendite) ci dispiace perché è frutto di una situazione d’emergenza, che speriamo termini presto".

Il canale Horeca si è fermato causa pandemia e lockdown… come vi preparate per la ripartenza?

"Complessivamente per noi il canale Horeca vale il 15% delle vendite. Non tutto il canale si è fermato a causa del lockdown: sicuramente si è fermata la ristorazione in tutte le sue forme, ma non si è fermata per esempio la home delivery e l’online (di cui noi siamo il primo partner in moltissime città), non si è fermato il catering, e non si sono fermate le vendite dei piccoli rivenditori al dettagliopiccole superfici. Noi abbiamo fatto leva sul fatto di essere una società molto solida e liquida finanziariamente per supportare tutti i nostri clienti ristoratori, congelando tutti i loro pagamenti, e concedendo condizioni di pagamento speciali per la ripartenza".

Gli ordini dall’estero come stanno andando? Per voi l’export vale 80 milioni…

"Caviro è anche all’estero uno dei principali partner di vino italiano per la Gdo: in Gran Bretagna, Germania e Austria siamo senz’altro i primi. Poiché a livello internazionale sta succedendo esattamente quello che è successo in Italia (chiusura della ristorazione, con conseguente spostamento degli acquisti di vino in GDO) anche all’estero stiamo vivendo una situazione di forte crescita. Questa forte crescita continuerà anche post 2020, perché le persone stanno scoprendo che si può bere molto bene pagando un vino in Gdo 5 euro, piuttosto che 4 volte tanto in enoteca o al ristorante".

In Italia, alla luce di un maggior consumo domestico, quali prodotti Caviro hanno funzionato meglio?

"Hanno funzionato meglio i prodotti premium nella loro categoria, quelli di fascia di prezzo più alta: Tavernello e Castellino (che sono i due prodotti top di prezzo nel brik), BotteBuona e Brumale (i nostri vini top di prezzo nel segmento vino daily in vetro). Stanno correndo anche i vini confezionati bag-in-box, perché molti hanno fatto scorta, portandosi a casa una confezione da 3 o 5 litri".

Novità in vista sui brand di vino più riconosciuti dal mercato come Tavernello e i vini Doc Brumale e BotteBuona?

"Tante novità. BotteBuona, molto richiesta per il rapporto qualitàprezzo da ormai molti anni, quest’anno si è avvantaggiata di una campagna di comunicazione "pilota" recentemente on air su La7. Brumale, i nostri vini Doc della fascia sub premium, Sangiovese e Trebbiano ma non solo, proseguono un percorso "essenziale" ma efficace. Tavernello la marca più rilevante dei consumi di vino a scaffale, non solo spicca tra i competitor ma rilancia coi nuovi nati, brik in Tetra Prisma da 12 litro, Linea Gold coi vitigni Pinot Bianco-Famoso e Sangiovese-Merlot Igt, la gamma Bio, molto richiesta in nord Europa ed in Giappone e si appresta a festeggiare i 10 anni dal lancio della gamma frizzante, Bianco e Rosato, tra i leader della categoria".

Come sta andando il progetto spumante Novebolle Romagna Doc al 50% con Terre Cevico?

"Si tratta del progetto Bolé, il primo Novebolle Spumante Romagna Doc, e sta andando molto bene. È la dimostrazione che quando si uniscono le forze, si fa squadra, nascono grandi progetti rivoluzionari. Insieme a Cevico abbiamo riportato alla luce una vocazione della Romagna sepolta da anni, quella dello Spumante Doc. Oggi abbiamo portato il Bolé nei migliori ristoranti della regione. Dapprima con un solo prodotto, il primogenito, un Brut bianco; mentre a breve rilasceremo due nuovi prodotti: un Brut rosè, e un biologico".