di Daniele Monaco

Un orso polare corre tra i palazzi di periferia a Torino, un dipinto del ‘700 brulica di gente dei Navigli, la casa di un minatore racconta la storia di un villaggio sardo: sono alcune installazioni in realtà aumentata (Ar) realizzati da Bepart in giro per l’Italia, per progetti di rigenerazione urbana, musei diffusi, sentieri naturalistici ed esplorazioni archeologiche. Arte, design, video, suoni: contenuti che fanno "parlare" territori, memorie e saperi considerati marginali o a rischio di oblio, fruibili con smartphone o tablet.

È il caso di Maua, Museo di arte urbana aumentata diffuso tra oltre cento opere di street art che ha dato vita a tour guidati nelle periferie di Milano, Torino e Palermo. Inquadrando un ‘marker’ con l’app gratuita di Bepart, il murales prosegue sul telefonino con un’animazione in Ar e informazioni sull’artista e l’opera. Bepart ha coinvolto studenti per mappare le opere e giovani creativi in workshop per sviluppare il progetto: "Molti sanno già usare programmi di foto-video editing, insegnamo loro quel 10% di conoscenze mancante per realizzare contenuti in Ar con software come Unity e Unreal – spiega Giovanni Franchina, cofondatore di Bepart –. Il progetto ha un aspetto di protagonismo e inclusione tramite percorsi autoriali: sono oltre 300 gli autori di Maua e i contenuti hanno avuto oltre 350mila visualizzazioni".

Ideata come startup nel 2013, Bepart è nata grazie al programma Innovazione culturale di Fondazione Cariplo, oggi è un’impresa sociale cooperativa e nel 2019 ha vito il premio "Turismo 4.0" di Regione Lombardia e YouCamera. L’ultimo progetto per un turismo lento, sostenibile e di prossimità a sud-ovest di Milano è "Arda, A ritmo d’acque", capofila Base Milano e finanziato da Regione Lombardia (Por-Fesr 2014-20). Dal parco delle Basiliche alla campagna pavese, sono 16 gli itinerari cicloturistici con altrettante segnaletiche in Ar, realizzate da otto creativi con il modello delle "residenze d’artista".

Sei quelle installate finora fra Trezzano, Gaggiano e Milano: un megafono-giocattolo gettato come un rifiuto riemerge dalle acque e racconta l’impegno delle associazioni che ripuliscono i Navigli, un quadro di Arturo Ferrari si anima e mostra lavandaie e barcaioli di un tempo. "A Zibido San Giacomo, un’opera permetterà di ‘rivedere’ le mondine tra i campi e sequenze del film ‘Riso amaro’", anticipa Alessandro Aliaudi di Bepart.

L’idea di un turismo interattivo è arrivata anche in Sardegna, dove MAR, Miniera Argentiera permette di rivivere la memoria dell’ex borgo minerario. È qui la base dell’associazione Landworks che insieme a Bepart ha avviato a Sassari il progetto "Aumenta i Candelieri", un enorme trittico dedicato alla festa popolare installato a settembre sulla facciata dell’ex Turritania, per un nuovo museo urbano, aperto tutto l’anno.