Rifornimento a un distributore di carburanti (Newpress)
Rifornimento a un distributore di carburanti (Newpress)

Roma, 24 aprile 2019 - Boom dei prezzi dei carburanti. L'aumento annunciato di benzina, gasolio e affini giunge in seguito all'inasprimento delle sanzioni Usa all'Iran e alle tensioni in Libia. Fattori che contribuiscono a far schizzare alle stelle il prezzo del petrolio e, di conseguenza, dei suoi derivati. 

Alla vigilia del ponte del 25 aprile, con milioni di italiani in movimento, la benzina supera in alcuni distributori in autostrada i 2 euro al litro. Sull'A1 Milano-Napoli, è il caso dei 2,041 euro al litro segnalati nell'area Lucignano est (Arezzo) al servito; 2,051 euro al litro ad Arno ovest (Firenze); 2,071 a San Pietro (Napoli); 2,020 San Zenone est (Milano), come emerge dall'Osservatorio carburanti del Mise.

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Benzina e diesel, i prezzi medi

A segnalare gli aumenti anche il Quotidiano energia: i prodotti petroliferi nel Mediterraneo segnano un nuovo passo avanti e le compagnie si muovono di conseguenza. Oggi tocca a Eni, Ip e Italiana Petroli ritoccare i prezzi raccomandati di benzina e diesel, con rialzi di 1 centesimo per entrambi i carburanti.

In base all'elaborazione di Quotidiano energia dei dati comunicati ieri dai gestori all'Osservaprezzi carburanti del Mise, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1,618 euro al litro, con i diversi marchi che vanno da 1,618 a 1,633 euro al litro (no-logo a 1,598). Il prezzo medio praticato del diesel è a 1,508 euro al litro, con le compagnie che passano da 1,509 a 1,518 euro al litro (no-logo a 1,486).

Quanto al servito, per la verde il prezzo medio praticato è di 1,750 euro al litro, con gli impianti colorati che vanno da 1,721 a 1,820 euro al litro (no-logo a 1,643), mentre per il diesel la media è a 1,643 euro al litro, con i punti vendita delle compagnie tra 1,628 a 1,725 euro al litro (no-logo a 1,531). Il Gpl, infine, va da 0,637 a 0,663 euro al litro (no-logo a 0,632).

Il prezzo del petrolio

E potrebbe non essere finita qui. Secondo gli esperti, il greggio rischia di salire dai 75 agli 85 dollari al barile. Rincari che si rifletteranno sul prezzo della benzina, anche se non è chiaro fin dove potranno spingersi gli aumenti. Quel che si può intuire è che l'andamento dei carburanti influenzerà i costi della logistica che, ad esempio, incide per il 30-35% sul costo finale di frutta e verdura (calcolo di Coldiretti). Il salasso ai distriubutori potrebbe essere solo l'inizio.