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16 mar 2022

Guerra Ucraina e beni rifugio: ecco cosa comprano gli italiani

Filippo Bolaffi: "Clienti triplicati. La gente ha paura e acquista oggetti che si possano liquidare in velocità e sicurezza sul controvalore. Fenomeno europeo"

16 mar 2022
rita bartolomei
Economia
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Guerra in Ucraina e beni rifugio: è corsa all'oro
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Guerra in Ucraina e beni rifugio: è corsa all'oro

Roma, 16 marzo 2022 - Guerra in Ucraina e beni rifugio: gli italiani scommettono su oro, diamanti ma anche francobolli, facili da trasportare e molto resistenti anche agli urti dell'inflazione. 

Sono in cima alla lista dei desideri, per mettere a tacere ansia e paura di questi giorni. E sono queste le richieste più frequenti che si sente rivolgere Filippo Bolaffi, amministratore delegato, quarta generazione dell'azienda nata nel 1890.

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Corsa all'oro

Racconta l'ad: "Dai primi giorni della guerra in Ucraina, è triplicato il numero di persone che si rivolge a noi. Telefonate o ricerche sul web. Tanti sono già clienti, hanno le idee chiare e comprano di più. Altri sono al primo acquisto perché vedono in questi oggetti un punto di sicurezza in un momento di svalutazione del denaro".

Che cosa sono i beni rifugio


"I beni rifugio - spiega Bolaffi - sono oggetti che in una situazione di emergenza si possono liquidare con assoluta velocità e relativa sicurezza sul controvalore. Di solito, all'origine, non c'è un desiderio di guadagnare. Quindi l'obiettivo non è speculativo ma si vuole avere la certezza di aver messo al sicuro i propri risparmi".

 

Monete, lingotti e francobolli


Tra i beni rifugio che attirano di più gli italiani in questo periodo ci sono sicuramente "monete d'oro, lingotti d'oro e francobolli - chiarisce l'ad di Bolaffi -. Quest'ultimo è il prodotto per cui  siamo conosciuti da sempre. Chi già li comprava, oggi ha aumentato la spesa. Anche perché un francobollo occupa poco spazio, è l'ideale in una situazione di vera emergenza".

Chi sono i compratori

Non esiste un portafoglio medio. Ancora Filippo Bolaffi: "Gli acquisti partono da poche centinaia di euro per arrivare a centinaia di migliaia.  La corsa al bene rifugio è trasversale e racconta di un panico generalizzato. Una stagione che abbiamo già vissuto con la pandemia. Gli acquisti hanno avuto un picco nei primi mesi del 2020, poi c'è stata una normalizzazione. Ora siamo tornati a quei livelli. Anche se, rispetto ai primi giorni della guerra, oggi il telefono squilla un po' meno. All'inizio avevamo addirittura la coda fuori dal negozio. Dagli scambi di informazioni con i nostri colleghi, possiamo dire che il fenomeno è generale, ha riguardato tutti i paesi europei".

 

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