Un abbonamento a un’app di fitness, un servizio di counseling contro il disagio, una piattaforma di podcast focalizzati sul benessere. Sono alcuni dei benefit concessi ai dipendenti da Amgen, leader nelle biotecnologie farmaceutiche che – non a caso – si è posizionata per il quinto anno consecutivo, ai primi posti del Great Place to work Italia, la classifica delle migliori aziende dove lavorare nel Belpaese. Soren Giese (nella foto in alto), presidente e amministratore delegato di Amgen Italia, racconta l’importanza del capitale umano.

Da cosa nasce questa attenzione?

"L’azienda si fonda interamente sull’innovazione e l’innovazione la producono le persone. Vogliamo collaboratori con una mentalità aperta, curiosi, liberi di esprimere le loro capacità intellettive e creative, condizionati il meno possibile da problemi materiali o immateriali. Per questo dedichiamo molta attenzione al benessere, all’equilibrio tra vita privata e lavoro, allo sviluppo delle potenzialità di ciascuno. Con un riguardo alle esigenze genitoriali: offrire l’estensione del periodo di paternità, significa indirettamente assicurare maggiore supporto alle famiglie dei dipendenti, a maggior ragione alle donne".

Oltre il 50 per cento dei dipendenti di Amgen è donna.

"Non solo. Le donne hanno uno spazio, anche sul piano manageriale, decisamente superiore alla media. Un dato di fatto che testimonia il valore strategico che assegniamo alle diversità, a cominciare da quella di genere".

Che supporti avete fornito al personale durante il recente lockdown?

"Lo smart working è stato esteso sia ai dipendenti in sede che a quelli sul territorio. Per contrastare gli effetti nocivi dell’isolamento abbiamo poi potenziato una serie di servizi digitali, dall’app di fitness, ai diversi podcast dedicati all’alimentazione o alla gestione dello stress, fino a un counseling psicologico via web".

Quali aspetti privilegiate nella selezione del personale?

"Quelli che più coerentemente riflettono apertura mentale, curiosità e valorizzazione delle diversità cui accennavo prima. Molto importante per noi la disponibilità al confronto e una predisposizione al lavoro in team cross-funzionale".

Per il quinto anno consecutivo Amgen si conferma in Italia Great Place to Work. Come valuta il riconoscimento?

"È un risultato importante, soprattutto per la continuità. Quello che mi preme sottolineare è il livello di soddisfazione registrato tra i dipendenti, pari al 93 per cento, 10 punti percentuali oltre la media delle migliori aziende italiane. Secondo la rilevazione del Great Place to Work Institute, la gratificazione si basa su fattori come orgoglio, fiducia reciproca e spirito di squadra".

Siete leader nelle biotecnologie farmaceutiche, quali sono i progetti futuri?

"Stiamo collaborando a ricerca e sviluppo di anticorpi monoclonali per la cura di infezioni da Sars-Cov-2. Guardando allo sviluppo, un progetto interessante è lo studio di una nuova molecola contro il tumore al polmone di Fase III, con l’Italia capofila in Europa per numero di centri di ricerca partecipanti".