Gli editori della Fieg, riuniti nel Consiglio generale tenutosi ieri, hanno preso atto con soddisfazione degli impegni assunti dal governo nel disegno di legge di Bilancio 2022 con la creazione del Fondo straordinario per l’editoria e con il rinnovo del credito di imposta per l’acquisto della carta delle pubblicazioni. La previsione di risorse...

Gli editori della Fieg, riuniti nel Consiglio generale tenutosi ieri, hanno preso atto con soddisfazione degli impegni assunti dal governo nel disegno di legge di Bilancio 2022 con la creazione del Fondo straordinario per l’editoria e con il rinnovo del credito di imposta per l’acquisto della carta delle pubblicazioni. La previsione di risorse straordinarie a sostegno della transizione digitale dell’editoria giornalistica e per l’ingresso nel settore di nuove professionalità, "rappresenta il concreto riconoscimento del ruolo insostituibile dei giornali per la libertà di espressione e del pluralismo informativo", si legge nel comunicato.

Gli editori della Fieg confermano l’impegno "a garantire ai lettori e ai cittadini una buona informazione, antidoto naturale alla disinformazione e al diffondersi di preoccupanti fenomeni di disgregazione sociale".

Infine, l’invito al Parlamento "a potenziare, nel corso dell’approvazione della legge di Bilancio, le misure proposte dal governo con interventi di stimolo della domanda di informazione, prevedendo facilitazioni per l’acquisto dei giornali, cartacei e online, anche in abbonamento e con la conferma per il prossimo anno del credito di imposta sulle spese di distribuzione della stampa e dell’incremento della percentuale di resa ai fini Iva".

Anche il sottosegretario all’Editoria, Giuseppe Moles (nella foto), aveva definito le misure messe a disposizione per la filiera editoriale "un grande risultato". Il Fondo straordinario per l’Editoria, "da me fortemente voluto – chiudeva –, è una sorta di tesoretto da 230 milioni (90 per il 2022, 140 per il 2023) tenuto in manovra insieme ai 120 milioni di crediti di imposta per la carta e ai 60 milioni per gli accordi di filiera, senza dimenticare i 140 milioni già previsti dal decreto Sostegni Bis"