Ernesto Maria Ruffini, 52 anni, è direttore dell’Agenzia delle Entrate
Ernesto Maria Ruffini, 52 anni, è direttore dell’Agenzia delle Entrate
A volte ritornano, verrebbe da dire. Per i contribuenti italiani rispunta il fantasma del redditometro. Non si intravedeva da almeno tre anni, da quando il Tesoro bloccò i cosiddetti ’indici presuntivi di reddito’ in attesa di una revisione dei dati Istat e dell’avvio di una consultazione con le parti sociali. Ma ora il Mef ha riacceso i motori di questo strumento, con l’obiettivo di ricostruire la capacità contributiva delle persone a partire dal 2016. A rischiare saranno i contribuenti con uno scostamento del 20% fra il reddito presunto e quello effettivamente dichiarato. Rispetto al passato più o meno...

A volte ritornano, verrebbe da dire. Per i contribuenti italiani rispunta il fantasma del redditometro. Non si intravedeva da almeno tre anni, da quando il Tesoro bloccò i cosiddetti ’indici presuntivi di reddito’ in attesa di una revisione dei dati Istat e dell’avvio di una consultazione con le parti sociali. Ma ora il Mef ha riacceso i motori di questo strumento, con l’obiettivo di ricostruire la capacità contributiva delle persone a partire dal 2016. A rischiare saranno i contribuenti con uno scostamento del 20% fra il reddito presunto e quello effettivamente dichiarato. Rispetto al passato più o meno recente, però, il Fisco ha molti strumenti di indagine in più.

E ancora maggiori ne avrà nel prossimo futuro, dal momento che il Piano di rilancio legato al Recovery (Pnrr) prevede l’assunzione di un piccolo esercito di 007 fiscali che sappiano usare anche i big data. Del resto, l’evasione fiscale "è un’indecenza da estirpare", ha detto ieri il direttore dell’Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, partecipando ad un’iniziativa della Fp-Cgil, dove ha acceso i fari sulla "partita impari tra fisco e contribuenti: Noi siamo 32mila, le partite Iva sono 5 milioni". L’altra priorità, poi, è la riforma della riscossione "che, nel nostro Paese, non funziona – osserva Ruffini –. Riformarla rende credibile l’attività di accertamento".

Nella nuova versione del redditometro entreranno le spese per il mutuo e quelle per l’affitto, quella per la gestione di un’autovettura ma anche quelle per i medicinali, i figli a scuola e l’università, per le bollette, i consumi telefonici e gli abbonamenti alla pay tv. Le voci di spesa considerate per risalire al reddito riguardano consumi, investimenti, risparmio e spese per trasferimenti economici (ad esempio il pagamento dell’assegno all’ex coniuge).

Nei consumi ci sono moltissime voci. Dagli alimenti alle bevande, dell’abbigliamento alle calzature, perfino le spese dell’acqua e il condominio. Il fisco ha ora a disposizione molti dati che potrà utilizzare, dal mutuo al canone di locazione, dalle spese per i medicinali e le visite, a quelle per colf e badanti. Saranno usati anche i dati indicati per alcune tipologie di bonus, ad esempio quelle per l’acquisto di mobili e di elettrodomestici. Oppure i dati risultati per il pagamento della Rc auto e del bollo per auto, moto, camper. Sotto osservazione anche le spese per luce, gas, riscaldamento oppure quelle telefoniche o l’acquisto di smartphone. Occhio anche all’incremento del patrimonio: dagli immobili agli autoveicoli, ma azioni, obbligazioni, fondi e polizze vita, per citarne solo alcuni. Rientrano in questo schema anche gli oggetti d’arte o antiquariato.

Ma il fisco darà anche la possibilità ai contribuenti di dare una prova contraria: ad esempio dimostrare che le spese sono state sostenute grazie a redditi non considerati oppure che le spese attribuite hanno un diverso ammontare o che la quota di risparmio utilizzata per i consumi si era formata negli anni precedenti. Altro tema, legato sempre all’evasione, quello della riscossione delle imposte.