Un fiume piena, le idee chiare. Mario Pozza, presidente di Unioncamere Veneto, snocciola numeri che sono un bollettino di guerra e scandisce le misure necessarie per contenere il disastro economico causato dall’emergenza sanitaria del Coronavirus. "Primo: basta con la comunicazione di decreti che ancora non ci sono. Secondo: le scadenze dei pagamenti e quelle fiscali vanno spostate ben oltre i quattro mesi: i piccoli, artigiani, commercianti, vivono della cassa che generano quando lavorano, non si può pensare siano in grado di far fronte agli obblrighi a breve distanza da quando avranno riaperto. Terzo: le imprese piccole non sono in condizione di anticipare la cassa integrazione. Quarto: garantire la liquidità".

Il convitato di pietra è europeo: le regole di Basilea. "I parametri di Basilea vanno sospesi – si scalda Pozza –. Nessuna impresa dopo quello che stiamo pasando, abvrà il rating necessario per accedere al credito. Bisogna che il governo intervenga e lo faccia ora". I numeri sono quelli di un’economia messa duramente alla prova, a cominciare dal mercato del turismo: "Siamo la prima regione d’Italia per afflussi turistici, dalle montagne al mare, a Venezia, ma il settore è in ginocchio e con lui l’indotto: parliamo di migliaia di famiglie coinvolte. Servono interventi choc".

Un’indagine flash sulla congiuntura, elaborata proprio da Unioncamere Veneto, misura la febbre del momento: il 62,5% ha ridotto la produzione, il 29,4% l’ha sospesa, il 67% dichiara cali di ordini e vendite. "Siamo in trincea - conclude Pozza – e ci siamo tutti. Lo capiscano anche i sindacati. Qui non ci sono padroni contro lavoratori. Siamo tutti dalla stessa parte".

p. g.