Roma, 19 ottobre 2017 - Il 'caso' Bankitalia non accenna a sgonfiarsi. Dopo l'intervista pubblicata oggi su Quotidiano nazionale, in cui l'ex premier Matteo Renzi rivela che Gentiloni non solo sapeva ma era d'accordo con la mozione parlamentare anti-Visco, si registra una certa freddezza da parte di Palazzo Chigi. Generiche 'fonti' del Governo smentiscono - ma senza specificare meglio - le ricostruzioni "di vario segno" apparse sui quotidiani in merito alla vicenda. Le stesse fonti sottolineano che sul tema della Banca d'Italia le decisioni del Presidente del Consiglio "saranno basate sulle prerogative a lui attribuite dalla legge e ispirate esclusivamente al criterio di salvaguardia dell'autonomia dell'Istituto". Fonti governative sottolineano anche come il sottosegretario Maria Elena Boschi goda di "piena fiducia" da parte del premier.

Ma Renzi torna in tv a alimentare la fiamma della polemica e finisce per scontrarsi a distanza anche con Romano Prodi

RENZI A OTTO E MEZZO - In serata Renzi, in collegamento con Otto e Mezzo su La7, torna sul caso Bankitalia per ribadire che "tra galateo istituzionale e diritti dei risparmiatori, io sto dalla parte dei risparmiatori".  Per poi precisare: "Poi quello che decide Gentiloni avrà il mio appoggio totale". E ancora: "Non abbiamo nessuno scheletro nell'armadio. Siamo i primi a essere interessati al fatto che la Commissione sulle banche lavori e faccia chiarezza". Il segretario Pd chiarisce che l'eventuale riconferma di Visco "non sarà una mia sconfitta. Io non ho posto una questione di nomi". Allo stesso tempo aggiunge:  "Anche io mi sono chiesto le ragioni di questa levata di scudi". Quindi boccia le primarie per i colleggi in vista delle prossime elezioni politiche. "Parlamentarie nel 2013? Bersani nel 2013 mise un terzo di candidati bloccati e due terzi scelti con le Primarie. Sui collegi mettiamo i candidati per vincere", dice con fermezza Renzi.

image

PRODI: MOZIONE IMPROVVIDA - In tv renzi tira in ballo anche Romano Prodi ("Qualcuno ha parlato di ingerenza, vada a vedere cosa disse Prodi nel 2005...), che replica prontamente. "Vedo maldestri tentativi di ricercare precedenti alla improvvida mozione presentata dal PD sul governatore della Banca d'Italia e che si propone un parallelismo con una mia presa di posizione del 2005 - ribatte l'ex premier -. Il mio intervento di allora mirava ad accelerare la approvazione della legge sul risparmio che conteneva il giusto passaggio della carica di Governatore da carica a vita a carica con una scadenza di mandato e che assegnava alla Consob il compito di vigilare sulla concorrenza anche nel sistema bancario. E' del tutto evidente che parliamo di obiettivi e modalità completamente diversi". 

ZANETTI - Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica, intervenendo a Radio Anch'io sottolinea che in pratica sono tutti contro Visco:  "Conferma di Visco? E come si fa dopo che quattro forze di opposizione, M5S, Lega, Fratelli d'Italia e Scelta Civica, hanno presentato mozioni apertamente contrarie, la maggioranza ha presentato una mozione che invita a aprire una fase nuova e Forza Italia e Mdp su queste nozioni si sono soltanto astenute? Tutti parlano solo della mozione del Pd, ma si può pensare che anche soltanto con le altre mozioni e le relative astensioni sarebbe opportuno andare avanti con una scelta così palesemente divisiva? Sono certo che, da uomo delle istituzioni, Visco sarà il primo a togliere le castagne dal fuoco a Palazzo Chigi e Quirinale che potranno così procedere in totale libertà alla nomina che riterranno più opportuna, senza dare uno schiaffo inutile non a Renzi, ma alla quasi totalità delle forze politiche presenti in Parlamento e ai cittadini italiani che rappresentano".

DI MAIO - Ecco la ricostruzione dei 5 stelle, affidata alle parole del leader Luigi Di Maio: "Per far ripartire le banche non ci vuole il Pd. Non me ne frega niente del segretario che va contro il presidente del Consiglio. Sulle banche il Pd è il principale responsabile del disastro, perché Mps era un partito e non una banca. Hanno messo loro e lasciato loro lì il governatore di Bankitalia e il capo di Consob. Ora Renzi vuole rifarsi una verginità fingendo la battaglia su Visco. Ma è una sciocchezza, sappiamo bene che lui e la Boschi sono tra i principali responsabili di questo disastro bancario".

BERLUSCONI -  Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi accusa la sinistra pur non difendendo Visco: anche se "la Banca d'Italia non ha svolto quel controllo che ci si attendeva" e se "non sono del tutto senza senso le volontà di un controllo su quello che si è verificato", "si può vedere la volontà della sinistra di occupare tutte le poltrone di potere". 

ALFANO - Su Banca d'Italia e Ignazio Visco "ci sembrano esagerate alcune reazioni contro il Partito Democratico, che è un partito grande, il più grande partito italiano, e che comunque nella sede del Parlamento ha diritto a esprimere la propria opinione", ha detto il ministro degli Esteri, Angelino Alfano. "Noi difendiamo l'indipendenza di Banca d'Italia e al tempo stesso aspettiamo la proposta del presidente del Consiglio e del ministro dell'Economia, in base alla quale giudicheremo e faremo la nostra valutazione", ha spiegato Alfano. 

LEGA - "Le responsabilità indiscusse sui mancati controlli della presidenza della Banca d'Italia non possono nascondere le responsabilità enormi di Renzi e del Pd sulla questione istituti di credito e risparmiatori. Nel 2016 il Segretario del Pd affermava che Mps era risanata e rappresentava "un affare". Renzi ci ha detto che i suoi decreti salvavano le banche e tutelavano i risparmiatori. Vediamo oggi i disastri compiuti dal Pd, disastri che stanno pagando famiglie e lavoratori. Perché, in una situazione del genere, il Pd nega l'audizione urgente in commissione d'inchiesta Banche di Visco? Il Pd e Renzi hanno qualcosa da nascondere che l'audizione di Visco renderebbe pubblica?", dichiara Massimiliano Fedriga capogruppo alla camera della Lega. 

MONTI - A Rainews il senatore a vita ed ex premier Mario Monti definisce la mozione come "antiestetica e costituzionalmente pericolosa". Per Monti comunque la posizione assunta da Matteo Renzi sulla Banca d'Italia è "non sorprendente"; "sorprendente è la posizione dei 312 deputati del Pd che hanno votato la mozione e anche quella del governo che, pur con qualche modifica, l'ha accolta". 
 

image