Francesco Starace, Amministratore Delegato Enel
Francesco Starace, Amministratore Delegato Enel

Milano, 11 maggio 2015 - Titolo Telecom in picchiata oggi in Borsa a Milano dopo la diffusione dei 'rumors' che parlano dell'intenzione del governo di affidare a Enel (controllata dal Tesoro) il progetto per la banda ultralarga con la marginalizzazione quindi del gruppo privato delle telecomunicazioni. Le azioni Telecom segnano un -2,92% a 1,02 euro con una perdita molto superiore all'andamento del Ftse Mib, in calo dello 0,73%. Le voci non sembrano invece aver premiato fino a questo momento Enel che perde lo 0,71% a 4,19 euro per azione, in linea comunque con l'andamento del mercato. Sul piano per la fibra ottica il governo metterebbe sul piatto 6,5 miliardi in 5 anni. L'idea alla base del piano consiste nel restituire al controllo pubblico le grandi reti infrastrutturali di telecomunicazioni, a cominciare da quella futura della banda ultralarga. 

Secondo le indiscrezioni il governo Renzi entro fine mese determinerà gli incentivi per costruire la nuova infrastruttura di rete e avrebbe individuato in Enel il candidato migliore dopo che i contatti con Telecom e Metroweb condotti nei mesi scorsi non hanno dato esiti soddisfacenti. Enel avrebbe già dato la sua disponibilità a impegnarsi nel progetto con l'obiettivo di realizzare l'infrastruttura in 3 anni. Il progetto avrebbe implicazioni negative per Telecom che investirà molte risorse nelle reti di nuova generazione ma ha anche la necessità di proteggere il valore della sua rete in rame.

Invece l'azienda guidata da Francesco Starace, nelle valutazioni di Palazzo Chigi, ha le caratteristiche per diventare il candidato migliore per accelerare sulla banda di ultima generazione. Una scelta con una conseguenza: rendere marginale l'attuale rete del soggetto privato Telecom. Enel ha formalmente dichiarato alle autorità competenti la disponibilità a impegnarsi con un progetto in tempi strettissimi: tre anni per raggiungere tutta l'Italia mandando così in soffitta la vecchia infrastruttura in rame e senza reclamare un ruolo nella gestione del servizio. Il cardine dell'operazione è una recente normativa infatti il cavo della banda larga potrà essere "steso" anche sui tralicci elettrici con la cosiddetta "posa aerea". Una opzione che supera le difficoltà degli scavi e ne comprime i costi. Ma soprattutto consente di raggiungere - come si sottolinea nella lettera all'Agcom - i cosiddetti Cluster C e D, ossia le aree del Paese più sottoposte al digital divide: le zone di montagna, le campagne più isolate. E quindi raggiungere direttamente gli edifici e gli appartamenti con la tecnologia FTTB (fiber to the building) e FTTH (fiber to the home).

"Il Governo fissa obiettivi e incentivi. Gli operatori scelgono, con i loro piani, se conformarsi o no". Così il sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle Tlc, Antonello Giacomelli. Replicando ad un tweet del giornalista Oscar Giannino, secondo cui il Governo è 'anti-Telecom e affida la banda larga a Enel che ha 39 miliardi di mld di debito', e pratica uno 'statalismo da Corea del Nord', Giacomelli ha aggiunto: "Statalismo? Meglio informarsi". 

Sulla vicenda si è fatto sentire anche il premier Renzi, con il consueto tweet: "La banda ultralarga è un obiettivo strategico - scrive -. Non tocca al Governo fare piani industriali. Ma porteremo il futuro presto e ovunque. #lavoltabuona". 

"Noi facciamo il nostro mestiere - dichiara Patrizia Grieco, presidente di Enel - lo facciamo oggi e lo faremo domani. L'energia è il nostro mestiere e questo faremo. Certo è chiaro che le infrastrutture devono evolvere anche nel mondo dell'energia". "A prescindere da Enel - ha aggiunto a margine dell'incontro annuale della Consob - credo anche io che la banda larga sia un obiettivo strategico per questo Paese".