di Achille Perego È bastata una parola ("affascinante") riferito al profilo industriale e al "grande progetto italiano" che si realizzerebbe con le nozze tra Banco Bpm e Bper, utilizzata dall’ad di Unipol, Carlo Cimbri, per riaprire il risiko bancario e scatenare gli acquisti in Borsa su Unipol (+3,79%), Bper (+4,14) e Bpm (+3,66%). Del resto, la benedizione alla nascita del terzo gruppo bancario italiano con 300 miliardi di attivi in prevalenza nel Nord Italia è arrivata dal primo azionista (Unipol possiede poco più del 19%) di...

di Achille Perego

È bastata una parola ("affascinante") riferito al profilo industriale e al "grande progetto italiano" che si realizzerebbe con le nozze tra Banco Bpm e Bper, utilizzata dall’ad di Unipol, Carlo Cimbri, per riaprire il risiko bancario e scatenare gli acquisti in Borsa su Unipol (+3,79%), Bper (+4,14) e Bpm (+3,66%).

Del resto, la benedizione alla nascita del terzo gruppo bancario italiano con 300 miliardi di attivi in prevalenza nel Nord Italia è arrivata dal primo azionista (Unipol possiede poco più del 19%) di Bper. Un’apertura al tema del consolidamento del settore accolta con "piacere" dall’ad di Banco Bpm Giuseppe Castagna anche se la fusione non sembrerebbe dietro l’angolo.

E c’è chi ricorda che già 13 anni fa l’opposizione del sindacato di Bpm fece saltare a un passo dal traguardo la nascita della Popolare delle Regioni con Bper. Cimbri ha spiegato che oggi Bper "ha un programma definito ed è impegnata nell’acquisizioni delle filiali" cedute da Ubi-Intesa. In tutto 486 più 134 punti vendita che porteranno a 1.850 gli sportelli di Bper (terza in Italia) che, per questa operazione, ha concluso con successo un aumento di capitale da 800 milioni.

Ma, ha aggiunto l’ad di Unipol, se Banco Bpm dimostrasse "prioritario interesse verso questa ipotesi penso che Bper non potrebbe che approfondirla con grande attenzione. Un progetto che creasse valore e fosse coerente con gli interessi degli azionisti raccoglierebbe il consenso".

Da tempo si rincorrono i rumor sul ruolo di Banco Bpm come protagonista del risiko bancario. Accostata (ma l’ipotesi avrebbe perso forza) sia a Crédit Agricole sia a Unicredit, che finora ha sempre smentito l’interesse anche per Mps. Mentre le voci su Bper hanno riguardato in passato, oltre a Bpm, Credito Valtellinese e Popolare di Sondrio. Se, da Modena, ieri non sono arrivati commenti – nei giorni scorsi però l’ad Vandelli aveva ribadito il focus attuale sull’integrazione delle filiali Ubi –, Castagna ha ribadito che la "banca è interessata a esplorare operazioni di aggregazione con una forte valenza industriale volta a creare valore per gli azionisti". Un’eventuale fusione tra Banco Bpm e Bper, secondo gli analisti di Equita, avrebbe senso sul fronte industriale vista la "complementarietà delle reti distributive e dei modelli di business". Unipol resterebbe il primo azionista con una quota dell’8% (la Fondazione Banco di Sardegna secondo con il 4%). Sul fronte delle sinergie industriali, spiegano gli analisti Fidentiis, nell’asset management, Anima e Arca potrebbero integrare la loro attività, mentre il ritiro dell’accordo di bancassicurazione con Cattolica da parte del Banco potrebbe portare a un nuovo accordo con Unipol.