Giuseppe Castagna, ad di Banco Bpm, nella sede storica dell’istituto di Piazza Meda, Milano
Giuseppe Castagna, ad di Banco Bpm, nella sede storica dell’istituto di Piazza Meda, Milano

Gli ultimi mesi sono stati certamente pieni di lavoro per Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banco Bpm. Di fronte a un’ emergenza mai vista prima come quella dell’epidemia da Coronavirus, non è certo facile garantire la continuità operativa di una banca che impiega circa 22mila persone e ha oltre 1.700 filiali sparse sul territorio. Eppure, mantenendo più di mille sportelli in piena attività e consentendo a migliaia di dipendenti di lavorare a distanza con lo smart working, Banco Bpm non si è mai fermato anche nelle fasi più difficili della pandemia. Ora che la banca sta tornando piano piano alla normalità, si appresta anche a tagliare un traguardo sul fronte del sostegno alla ricerca medica.

Nel mese di maggio ricorre infatti il primo anniversario annuale della partnership instaurata da Banco Bpm con la Fondazione Airc, nota realtà del no profit che dal 1965 è impegnata nella ricerca sul cancro.

Dottor Castagna, qual è il primo bilancio della vostra partnership con Airc?

"Direi un bilancio molto positivo, c’è una grande sinergia tra noi e Fondazione AIRC a tutti i livelli. Abbiamo messo in campo diverse iniziative assieme. L’ultima in ordine di tempo è la raccolta di fondi contro i tumori che colpiscono le donne, simboleggiata dall’Azalea della Ricerca, la cui distribuzione è in corso fino ad esaurimento scorte. Quest’anno, visto che il lockdown non è ancora finito del tutto, le piante sono disponibili online attraverso Amazon.it e Banco Bpm si fa carico di una quota significativa dei costi di spedizione, promuovendo l’iniziativa anche sui suoi canali. Coinvolgiamo inoltre clienti e dipendenti a sostenere la ricerca sui tumori che colpiscono le donne con una campagna di raccolta fondi attraverso home banking e bonifico bancario. Affiancare Fondazione Airc significa per noi condividerne i valori e gli obiettivi, primo tra tutti il sostegno alla ricerca scientifica e alla sua divulgazione".

Può raccontare com’è nata la vostra partnership?

"Abbiamo partecipato a un processo di selezione dei partner che ha seguito criteri molto rigorosi che ci hanno fatto scoprire ancor di più la qualità del lavoro di Fondazione Airc. È un’organizzazione che ha ben 20mila volontari in tutta Italia, un numero che si avvicina a quello dei dipendenti di Banco Bpm. Questa somiglianza nei numeri, però, secondo me non è soltanto una casualità ma un segno di sintonia sul fronte delle persone. Nelle nostre iniziative a favore di Airc, cerchiamo infatti di coinvolgere al massimo i nostri stakeholder, i portatori di interessi economici rilevanti verso la banca, come i dipendenti, gli azionisti e i clienti. Questo impegno non sarebbe possibile se il nostro gruppo non avesse un forte legame con il territorio, in linea con il concetto di Banca di Comunità, di cui si parla molto quando si fa riferimento ai temi della responsabilità sociale e agli obiettivi di sviluppo sostenibile perseguiti dall’Onu".

Che cos’è, nello specifico, una Banca di Comunità?

"È una banca che, pur perseguendo ovviamente un obiettivo di profitto e di remunerazione dei suoi azionisti, mantiene uno stretto legame con il territorio in cui è presente e si adopera per il suo benessere. Credo che l’emergenza del Coronavirus abbia rafforzato un principio importante: per poter prosperare realmente, un’azienda o una banca devono anche porsi degli obiettivi che vanno aldilà dei dati di bilancio. Devono adoperarsi anche per il benessere della comunità in cui operano, per esempio per l’educazione finanziaria, per sostenere l’arte, la cultura, le attività sportive dei giovani e, non da ultima, la ricerca medica e scientifica, come dimostrano la nostra partnership con Fondazione Airc e le iniziative messe in campo in occasione della pandemia del Covid-19".

Dopo lockdown ci saranno da affrontare molte emergenze economiche. Qual è il vostro impegno su questo fronte?

"Oltre agli stanziamenti legati al Decreto Liquidità del governo ci siamo impegnati con un nostro plafond straordinario di 5 miliardi di euro di crediti a favore del mondo produttivo: 3 miliardi per le imprese, 1 miliardo per i professionisti e i lavoratori autonomi e un altro miliardo per gli esercenti dei pubblici esercizi. Senza dimenticare gli aspetti operativi del rapporto tra banca e cliente. Fin dagli inizi dell’emergenza abbiamo inviato migliaia di lettere ai clienti con i riferimenti del loro gestore, per far comprendere che la banca è vicina alle loro necessità, anche se fisicamente distante. La Banca ha inoltre donato 2,5 milioni di euro, oltre a 1 milione complessivo devoluto da presidente, amministratore delegato, cda, sindaci e management. Le donazioni hanno riguardato in particolar modo onlus e presidi sanitari sul territorio, come l’ospedale Sacco di Milano, con cui è stato avviato il progetto della prima "Banca biologica" su Covid-19 grazie a una donazione di oltre 800mila euro. Sono inoltre state avviate due campagne di crowdfunding: una con i colleghi in collaborazione con Banco Alimentare e Caritas, l’altra per tutti coloro che vorranno donare a sostegno di 11 realtà distribuite in tutta Italia".