di Andrea Telara

"Platform economy o platformification". Sono due neologismi in lingua inglese che ben descrivono un nuovo trend che sta prendendo campo nel sistema bancario e finanziario. Ne ha parlato anche Alessandra Perrazzelli, vice direttrice generale della Banca d’Italia, durante l’ultima edizione del Salone dei Pagamenti, tenutosi nella prima settimana di novembre. In quella sede si è discusso del cosiddetto Open Banking, cioè un nuovo modo di erogare servizi finanziari, sviluppatosi con l’ultima direttiva europea sui pagamenti (la PSD2 -Payment Services Directive 2).

In conseguenza di questa direttiva tutte le banche sono obbligate ad aprire le proprie piattaforme tecnologiche (per esempio quelle per gestire i conti correnti online) a soggetti terzi. La conseguenza è una maggiore competizione sul mercato, poiché i clienti di un istituto di credito potranno accedere più facilmente a prodotti di altri operatori finanziari. Lo sa bene Liliana Fratini Passi (nella foto), direttore generale di Cbi, società consortile che annovera tra i propri soci e clienti oltre 400 banche e intermediari finanziari e che si occupa proprio delle innovazioni sopra descritte, portate in dote dall’Open Banking.

"Dall’esperienza di questi due anni si può affermare che l’Italia è una best in class in Europa nel nuovo scenario disegnato dalla direttiva PSD2, perché il nostro Paese più degli altri ha saputo sviluppare una visione di sistema", dice Fratini Passi, che cita la soluzione sviluppata da Cbi in vista dell’avvento dell’Open Banking. Si chiama Cbi Globe ed è una piattaforma multi-operatore che, a distanza di un anno e mezzo dal lancio, è già utilizzata dall’80% dell’industria bancaria italiana. Grazie a Cbi Globe, ogni intermediario può agire appunto nel ruolo di terza parte come fornitore di servizi, raggiungendo il 100% dei conti correnti italiani online e le principali piattaforme europee, ampliando così la gamma della propria offerta. Ecco allora che, attraverso queste innovazioni, i correntisti di una banca possono accedere a funzionalità che, in virtù della direttiva PSD2, gli istituti creditizi devono dare ai propri clienti, come per esempio i pagamenti su vari circuiti internazionali o i versamenti di alcune categorie di imposte e tributi.

Proprio il Fisco è uno degli ambiti maggiormente interessati dal fenomeno dell’Open Banking. Da tempo, infatti, esiste il servizio PagoPA, che consente a tutti di eseguire agevolmente i pagamenti verso lo Pubblica Amministrazione tramie il proprio conto bancario. "Si tratta di un acceleratore di innovazione per i servizi ai cittadini attraverso le app delle banche o di altri intermediari in senso lato", aggiunge Fratini Passi, che ricorda anche come PagoPA sia stato un veicolo con cui sono stati erogati nei mesi scorsi dal governo i bonus economici stanziati per far fronte all’emergenza Covid-19.

Il sistema di PagoPA si appoggia tra l’altro a un altro servizio creato da Cbi: si chiama Cbill, è offerto attualmente da tutte le banche italiane ed è utilizzato già da oltre 4 milioni di nostri connazionali per saldare online le utenze domestiche (per esempio le bollette della luce, dell’acqua o del gas ) ma anche, appunto, le tasse, le cartelle esattoriali e molti altri bollettini della pubblica amministrazione. Nei primi 9 mesi del 2020, Cbill ha registrato sulla propria piattaforma 20 milioni di pagamenti, con una crescita di oltre il 100% rispetto allo stesso periodo del 2019, complici anche lockdown, smartworking e distanziamento sociale. "Secondo noi, il digitale, e in primis il comparto dei pagamenti, potrà essere il volano per far ripartire l’economia, mitigando gli effetti dello tsunami socio-economico che stiamo vivendo a causa della pandemia", conclude Fratini Passi, sottolineando come "il 2020 sta ribaltato completamente le abitudini di vita di tutti noi: le preferenze dei consumatori si sono necessariamente spostate verso il commercio elettronico, l’intrattenimento, l’istruzione e il lavoro on line. In questi mesi i clienti hanno ridotto l’utilizzo dei contanti, imparando a usare i pagamenti digitali, e hanno modificato i rapporti con le banche, rivolgendosi a nuovi player del mercato".