Il consiglio di amministrazione di Banca Mediolanum, riunitosi ieri, ha preso atto delle dimissioni dalla carica di presidente e amministratore rassegnate dal fondatore Ennio Doris. "Superando la soglia degli 80 anni penso sia venuto il momento di ridurre almeno in parte il mio impegno quotidiano nella banca",...

Il consiglio di amministrazione di Banca Mediolanum, riunitosi ieri, ha preso atto delle dimissioni dalla carica di presidente e amministratore rassegnate dal fondatore Ennio Doris.

"Superando la soglia degli 80 anni penso sia venuto il momento di ridurre almeno in parte il mio impegno quotidiano nella banca", sottolinea Doris in una nota. Il board e il Collegio sindacale, unanimi, hanno proposto di nominarlo presidente onorario, già in occasione della prossima assemblea.

"Quello di oggi (ieri, ndr) è essenzialmente un passaggio formale in linea con la mia volontà di ridurre il mio impegno quotidiano in Banca Mediolanum, che, d’altronde, è da anni guidata in modo saldo e sapiente da Massimo e dai nostri collaboratori con i risultati eccezionali che sono sotto gli occhi di tutti", ha detto il fondatore di Banca Mediolanum. "Erano ormai almeno un paio di anni che meditavo di alzare il piede dall’acceleratore ed avere quindi un ruolo meno impegnativo", ha aggiunto. Sul risiko delle Generali, del quale Doris e la sua famiglia sono azionisti tramite Medibanca, "preferisco non espormi e rimanere ad osservare. Sono da sempre per le mediazioni, piuttosto che per gli scontri, è innegabile che i risultati di Nagel nella conduzione di Mediobanca siano molto positivi, così come quelli di Donnet alla guida delle Generali". Intanto, ieri, Francesco Gaetano Caltagirone ha comprato 1,5 milioni di titoli Generali, portandosi al 6,2% del capitale. Così il patto costituito anche da Delfin (Leonardo Del Vecchio) e dalla Fondazione CrT arriva al 12,43%, vicino al 12,93% del primo socio Mediobanca.