Ignazio Visco, governatore della Banca d'Italia (Ansa)
Ignazio Visco, governatore della Banca d'Italia (Ansa)

Milano, 7 febbraio 2015 - La Banca d'Italia rivede al rialzo le previsioni di crescita per il nostro Paese per il 2015 a oltre +0,5% dalla precedente stima del +0,4%. Lo ha dichiarato il governatore, Ignazio Visco, nel corso del suo intervento al convegno Forex. Considerando gli effetti del programma Qe della Bce, ha spiegato Visco, "le ulteriori variazioni dei tassi e del cambio derivanti dalle nuove misure potranno portare a una più elevata crescita del Pil, al momento valutabile al di sopra dello 0,5% quest'anno e dell'1,5% il prossimo". Gli effetti del programma della Bce, ha proseguito, "sono stati già in parte osservati sui mercati finanziari e valutari".

Secondo Visco i tassi di interesse più bassi e il deprezzamento del cambio "possono riportare l'inflazione nell'area su valori più coerenti con la definizione di stabilità dei prezzi verso la fine del 2016". "Agendo sulla domanda - ha continuato - contribuiranno anche a innalzare il prodotto. Per l'Italia valutiamo che l'effetto sul Pil possa superare, coeteris paribus, un punto percentuale nel biennio 2015-16". Circa la metà di questo effetto era già inclusa nelle previsioni pubblicate nel Bollettino economico del 16 gennaio scorso, che tenevano conto degli andamenti osservati dopo la comunicazione del Consiglio di novembre sull'avvio dei lavori tecnici preliminari al programma.

La Banca d'Italia, inoltre, approva la costituzione di una 'bad bank' che veda l'intervento diretto dello Stato, purchè questo avvenga "nel rispetto della disciplina europea della concorrenza, preveda il pieno coinvolgimento delle banche nei costi dell'operazione e un'adeguata remunerazione del sostegno pubblico". Secondo il governatore Ignazio Visco, "lo smobilizzo dei crediti deteriorati è cruciale per consentire alle banche di reperire risorse da destinare al finanziamento dell'economia reale".

Visco ha anche ricordato le parole del ministro Padoan secondo cui "il sistema bancario italiano deve adeguarsi al nuovo quadro internazionale". "Io sono pienamente d'accordo ma ciò non vuol dire soccombere a un non meglio definito capitale straniero, ma vuol dire accrescere la capacità produttiva, organizzativa e patrimoniale in un contesto più ampio di quello nazionale, quale quello dell'area euro", ha detto. 

"Alla vigilanza unica devono corrispondere progressi e uniformità sempre maggiori sul fronte delle norme delle regole e delle strutture aziendali e Banca d'Italia è impegnata come e più di prima in questo processo - ha dichiarato Visco - Chi pensa che ormai si faccia tutto a Francoforte nella vigilanza, nel sistema dei pagamenti come nella politica monetaria, non ha ben compreso la natura e il modus operandi dell'Unione europea nelle sue diverse componenti".

"Gli acquisti di titoli di Stato italiani da parte della Banca d'Italia" nell'ambito della manovra di Quantitive easing varato dalla Bce "potrebbero essere dell'ordine di 130 miliardi", ha continuato. Ma il governatore della Banca d'Italia ha anche avvertito: "L'acquisto di titoli pubblici non rende meno necessarie, né meno probabili, le riforme volte ad aumentare il potenziale di crescita dei paesi dell'area. Le puoò anzi favorire, con il miglioramento e la minore incertezza delle prospettive macroeconomiche". 

A questo proposito Visco ha sottolineato "nell'insieme le misure sinora introdotte" dal Governo "vanno nella giusta direzione". "I primi due decreti attuativi del Jobs Act hanno ampliato le tutele fornite dai sussidi di disoccupazione e ridotto i costi delle procedure di risoluzione dei rapporti di lavoro e l'incertezza sui loro esiti finali". "La legge delega - ha proseguito il Governatore - prevede di accompagnarli (i due decreti attuativi, ndr) con un'adeguata revisione delle politiche attive del lavoro". 

"Il miglioramento dell'efficienza della pubblica amministrazione accrescerà la competitività del nostro sistema produttivo è un prerequisito per l'efficacia di tutti gli altri interventi", ha sottolineato ancora Visco. "Sono state da poco adottate misure per promuovere la mobilità dei dipendenti pubblici. Una riforma più ampia, centrata sull'aumento della trasparenza e sulla semplificazione, è oggetto di un disegno di legge in discussione in Parlamento. Il suo successo dipenderà da come i principi generali, condivisibili, troveranno concreta attuazione", ha concluso.