Roma, 18 ottobre 2017 - Il dibattito politico sulla Banca d'Italia continua ad infiammare la politica all'indomani della mozione Pd, approvata dalla Camera, contro il governatore Ignazio Visco, arrivato alla scadenza del mandato. Una decisione che ha spiazzato il governo e destato preoccupazione al Quirinale. Matteo Renzi tiene il punto, mentre il ministro Carlo Calenda, si trincera dietro al silenzio. "Non commento per carità di patria", dice il titolare dello Sviluppo economico. Velato ma chiaro il commento di Giorgio Napolitano. "Mi occupo in verità di altre cose. Non devo occuparmi delle troppe cose che ogni giorno capitano e che sono deplorevoli", dice il presidente emerito della Repubblica.

Quanto al ministro Pier Carlo Padoan, la sua riposta è arrivata alla conferenza in ricordo dell'economista Federico Caffé quando ha stretto la mano a Visco (seduto in prima fila malgrado la cui presenza non fosse prevista) davanti ai fotografi. Un segnale chiaro dopo la sfuriata di ieri sera e testimoniata dalla telefonata con Gentiloni.

Lo stesso Visco si è poi recato a Palazzo San Macuto, sede della Commissione bicamerale di inchiesta sul settore bancario, dove ha incontrato il presidente Pier Francesco Casini e i suoi due vice, Mauro Maria Marino e Renato Brunetta. Un'ora di colloquio (la Lega oggi ha chiesto un'audizione del governatore alla bicamerale, ndr) per fornire "alla Commissione l'elenco dei documenti richiesti che saranno messi a disposizione non appena ultimata la classificazione di segretezza in corso da parte degli uffici della Banca d'Italia", si legge in una nota. 

RENZI - Renzi però tira dritto. E se, in mattinata, si era limitato a un "quello che avevamo da dire lo abbiamo detto", in seguito il segretario dem è intervenuto per spiegare la posizione del suo partito. "Non c'è nessuno scontro tra Pd e governo, c'è una discussione sul futuro di Bankitalia - dice -. Non tocca a noi decidere chi sarà a guidare" l'organismo di Via Nazionale, ma "se qualcuno vuole raccontare che in questi anni nel settore delle banche non è successo nulla noi non siamo d'accordo. È mancata evidentemente una vigilanza efficace". Quindi ribadisce: "C'è bisogno di scrivere una pagina nuova. Se qualcuno spiega la mancanza di vigilanza di questi anni risponde agli italiani, non al Pd".

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IL COMMENTO Matteo solo contro tutti - di A. CANGINI

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Secondo quanto già chiarito ai suoi, il Pd non aveva alternativa alla presentazione della mozione. "Noi - avrebbe detto Renzi - non potevamo votare a favore della mozione M5s, ma se ci fossimo limitati a votare contro i giornali avrebbero scritto: il Pd blinda Visco. La scelta sul governatore è dell'esecutivo, e noi la accetteremo qualunque sia, ma non potevamo non dare un giudizio su questi anni". Dunque Renzi ha dato il via libera alla mozione, che poi è stata "ammorbidita" su richiesta del governo. Una scelta per marcare il suo giudizio sulla vigilanza di Bankitalia in questi anni e soprattutto cancellare le critiche piovute dai partiti dell'opposizione sulla responsabilità del governo sulle crisi bancarie. 

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ROSATO E ZANDA - A chiarire ulteriormente la posizione del Partito democratico è stato Ettore Rosato. "Noi non vogliamo la testa di nessuno, siamo gli unici che hanno difeso il diritto e dovere del premier a individuare il prossimo governatore - ha spiegato il capogruppo dem alla Camera -. Ma non ci potevamo sottrarre dal dare un giudizio e non da ieri ma in parecchie occasioni abbiamo detto che il sistema di controllo non ha sempre funzionato al meglio e questo è percepito da tanti risparmiatori". "Questo non vuol dire che Bankitalia non funziona, ma vuol dire che il sistema di controllo non ha fatto il suo mestiere in maniera efficace", ha aggiunto Rosato, smentendo che la vicenda sia un tema "da campagna elettorale". Ma il capogruppo del Senato Luigi Zanda non è dello stesso avviso: "Mozioni di questo tipo meno se ne fanno meglio è". 

MINORANZA DEM - La mossa però non sembra aver convinto tutti. "E' necessario fare chiarezza nel gruppo Pd della Camera su quanto accaduto ieri sulla mozione Bankitalia", ha dichiarato Andrea Martella, coordinatore dell'area Orlando, chiedendo "un confronto aperto che si potrà avere convocando un'assemblea di gruppo". "Il percorso con cui si è arrivati alla scelta fatta - sottolinea il deputato dem - non è stato infatti del tutto lineare, come dovrebbe accadere su un tema delicato che coinvolge autonomia e indipendenza di Bankitalia e il rispetto dei diversi ruoli istituzionali". Più diretto invece Gianni Cuperlo che parla di "un grave errore, un autogol".

VELTRONI - Critico anche Walter Veltroni che giudica il documento presentato dal Pd "incomprensibile e ingiustificabile". "Da sempre la Banca d'Italia - ha detto a un cronista dell'Ansa - è un patrimonio di indipendenza e di autonomia per l'intero paese. Per questo mi appare incomprensibile e ingiustificabile la mozione parlamentare del Pd". 

M5S - Critiche anche dai 5 Stelle. "L'ipotesi di cambiare governatore ci trova d'accordo, perché il M5S chiede che Visco vigili meglio da tantissimo tempo. Il problema vero è che la mozione del Pd arriva dopo 5 anni di legislatura, arriva ad ottobre quando le elezioni ci saranno a marzo. È una buffonata", afferma il presidente della Vigilanza Rai e deputato Roberto Fico.