Roma, 17 ottobre 2017 - Affondo del Pd sulla Banca d'Italia. Il partito ha presentato una sua mozione in cui, tuttavia, non si fa alcun esplicito riferimento all'attuale Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ma si chiede al governo un impegno a "individuare la figura più idonea a garantire nuova fiducia nell'istituto, tenuto conto anche del mutato contesto e delle nuove competenze attribuite alla Banca d'Italia negli anni più recenti". Anche se Matteo Renzi sottolinea che la mozione non è una "intrusione di campo", tocca al governo decidere sul futuro della banca centrale, ma - sostiene - bisogna mettere agli atti che la crisi delle banche degli ultimi anni non è responsabilità dei democratici. In serata filtra un monito di Mattarella. E arriva anche la replica di Bankitalia. Una giornata ad alta tensione.

SULLA GESTIONE DELLE CRISI - Nella mozione presentata dal Pd alla Camera, in merito alla nomina del governatore di Bankitalia, si sottolinea che "si tratta di una scelta particolarmente delicata in considerazione del fatto che l'efficacia dell'azione di vigilanza della Banca d'Italia è stata, in questi ultimi anni, messa in dubbio dall'emergere di ripetute e rilevanti situazioni di crisi o di dissesto di banche, che a prescindere dalle ragioni che le hanno originate e sulle quali si pronunceranno gli organi competenti, ivi compresa la Commissione d'inchiesta all'uopo istituita, avrebbero potuto essere mitigate nei loro effetti da una più incisiva e tempestiva attività di prevenzione e gestione delle crisi bancarie".

I PUNTI PRINCIPALI - Sempre nella premessa della mozione targata Pd, si aggiunge: "Rilevato che le predette situazioni di crisi o di dissesto hanno costretto il Governo e il Parlamento ad approvare interventi straordinari per tutelare, anche attraverso l'utilizzo di risorse pubbliche, i risparmiatori e salvaguardare la stabilità finanziaria, in assenza dei quali si sarebbero determinati effetti drammatici sull'intero sistema bancario, sul risparmio dei cittadini, sul credito al sistema produttivo e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali", si impegna il Governo "ad adottare ogni iniziativa utile a rafforzare l'efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario ai fini della tutela del risparmio e della promozione di un maggiore clima dl fiducia dei cittadini nei confronti del sistema creditizio, individuando a tal fine, nell'ambito delle proprie prerogative, la figura più idonea a garantire nuova fiducia nell'Istituto, tenuto conto anche del mutato contesto e delle nuove competenze attribuite alla Banca d'Italia negli anni più recenti".

VERSIONE AMMORBIDITA, SI' DELLA CAMERA - Con 231 sì, 97 voti contrari e 99 astenuti l'Aula della Camera ha approvato la mozione, ma nella versione 'ammorbidita' dal governo, che ha chiesto una riformulazione della mozione stessa, 'attenuando' la portata delle critiche, ma comunque dando parere favorevole alla richiesta di individuare una "figura più idonea a garantire nuova fiducia nell'istituto, tenuto conto anche del mutato contesto e delle nuove competenze attribuite alla Banca d'Italia negli anni più recenti".

LA RIFORMULAZIONE - Nel passaggio che il Governo ha chiesto di espungere il Pd sosteneva che le situazioni di difficoltà "avrebbero potuto essere mitigate nei loro effetti da una più incisiva e tempestiva attività di prevenzione e gestione della crisi bancarie". Nella riformulazione, che il Pd ha accettato, si legge: "Si tratta di una scelta particolarmente delicata in considerazione del fatto che l'efficacia dell'azione di vigilanza della Banca d'Italia è stata, in questi ultimi anni, messa in dubbio dall'emergere di ripetute e rilevanti situazioni di crisi o di dissesto di banche, sulle cui ragioni si pronunceranno gli organi competenti, ivi compresa la Commissione di inchiesta".

"Visco pronto a essere ascoltato dalla Commissione d'inchiesta"

BANKITALIA REPLICA - "Nella sua azione l'Istituto ha agito in continuo contatto col Governo", riferiscono ambienti della Banca d'Italia. "In particolare nella vigilanza bancaria - si sottolinea -, in questi anni segnati dalla più grave crisi economica della storia moderna d'Italia, ha difeso il risparmio nazionale limitando i danni. Questi non potevano non esserci, data la gravissima condizione dell'economia". E ancora: "La Banca d'Italia sottometterà ogni documento rilevante per i lavori della Commissione parlamentare d'inchiesta e il Governatore Ignazio Visco è pronto a essere ascoltato dalla Commissione quando essa vorrà". Secondo le fonti il Governatore ha parlato sul tema col Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario Pierferdinando Casini.

IL COLLE - Mattarella ritiene che "le prese di posizione riguardanti Bankitalia debbano essere ispirate a esclusivi criteri di salvaguardia dell'autonomia e indipendenza dell'Istituto". Lo sottolineano fonti parlamentari - riporta l'Ansa - nel riferire il pensiero del presidente. Le medesime fonti aggiungono che le prese di posizione devono essere "nell'interesse della situazione economica dell'Italia e della tutela del risparmio degli italiani". A tali principi "deve attenersi l'azione di tutti gli organi della Repubblica, ciascuno nel rispetto del proprio ruolo". 

"Non puoi buttare in piazza Bankitalia"

ALT DI BERSANI - Sulla mozione era arrivato subito l'alt di Pier Luigi Bersani. "Non puoi buttare in piazza la Banca d'Italia. Il Pd ha tutti gli strumenti per decidere. Non è una questione di legislatura, il Parlamento può e, a parere mio, prevedere un meccanismo di nomina che coinvolga le commissioni parlamentari. Se c'è ancora quel regolamento, va rispettato". E aggiunge: "Per questo ci siamo rifiutati di votare alcunchè".

SCELTA CIVICA CON IL PD - Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica, appoggia il Pd: "Noi non abbiamo chiesto le dimissioni del Governatore della Banca d'Italia sulla base di accuse a scatola chiusa inserite nella mozione, ma - dice -, di fronte alla naturale scadenza del lungo mandato settennale, riteniamo un avvicendamento fisiologico e una conferma invece patologica, tanto più in un contesto in cui i dubbi circa l'efficienza dei controlli in questi anni sono stati tali e tanti da indurre il Parlamento, seppure con notevole ritardo, a costituire addirittura una commissione d'inchiesta. Ci conforta che anche nella mozione del PD si legga tra le righe un analogo invito al Governo di non rinnovare l'attuale. Molto meno chiaro del nostro, ma sufficientemente chiaro per chi è munito del dizionario 'italiano - politichese'".

"E' un gioco al massacro"

FI: NON CI PRESTIAMO AL GIOCO AL MASSACRO - "Oggi Forza Italia ha deciso di non prestarsi a un gioco al massacro contra personam, che è tutto interno alla maggioranza e al Partito democratico". Così, ai microfoni di Radio Radicale, il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, in merito alla mozione del Pd su Bankitalia. "Ho visto - ha sottolineato - un comportamento, una presa di posizione ipocrita e ignobile del governo e del Pd nei confronti di una istituzione importante e fondamentale quale è la Banca d'Italia. Come è noto, il Parlamento non ha alcun ruolo sulla designazione del governatore. Per questo, oggi, si è consumata una delle più brutte pagine del Parlamento. Forza Italia - ha concluso Brunetta - pur volendo totale chiarezza su quanto accaduto al nostro sistema bancario, ha quindi preferito non partecipare a questi giochetti. Li lasciamo tutti al Partito democratico".

IL PD: "NO INGERENZE" - "Nessuna ingerenza da parte della politica sulla scelta del governatore, ma semplicemente una posizione largamente maggioritaria del Parlamento che come organo istituzionale si è espresso quest'oggi - hanno precisato fonti del Pd in tarda serata - . Cosa sia accaduto in questi sei anni alla Banca d'Italia è sotto gli occhi di tutti, in Italia e all'estero. Le scelte che saranno fatte dal Governo vedranno comunque il rispetto politico e istituzionale da parte del Pd. Ma nessuno può ignorare cosa sia accaduto in questi anni in Italia".