Giovedì 11 Luglio 2024

Concessioni balneari, pressing Ue sull’Italia: “Risolvere urgentemente”

Giovedì è attesa una nuova sentenza della Corte di giustizia Ue. Salvini da Marina di Pietrasanta, in Versilia: “Non può valere solo il criterio economico”

Concessioni balneari (foto Dire)

Concessioni balneari (foto Dire)

Bruxelles, 17 aprile 2023 – Pressing dell’Ue sull’Italia per il nodo delle concessioni balneari: la Commissione vuole che Roma si allinei con la direttiva Bolkestein. La questione “deve essere risolta urgentemente”, fanno sapere fonti Ue, riferendo che Bruxelles è pronta a inviare - forse già mercoledì - un parere motivato con la richiesta all'Italia di conformarsi “entro due mesi”. La premier Giorgia Meloni “si è impegnata a presentare all'Ue proposte molto rapidamente”, riferiscono le fonti.

Già a fine febbraio la Commissione aveva indicato l'insoddisfazione per la proroga decisa dal governo al 2024, considerata peraltro illegittima dal Consiglio di stato dopo soli cinque giorni dall'approvazione del decreto.

Giovedì è attesa una nuova sentenza da parte della Corte di giustizia Ue che, viene sottolineato, “potrebbe avere conseguenze e dovrà essere pienamente presa in considerazione”.

La posizione di Salvini

Questa mattina sul tema è intervenuto il ministro delle infrastrutture e leader della Lega Matteo Salvini parlando ad un incontro elettorale a Marina di Pietrasanta, in Versilia. "Noi vogliamo garantire ai balneari che vogliono continuare a lavorare in uno stabilimento che gestiscono da tanti anni il fatto che possa continuare a farlo", ha detto rispondendo ad una domanda dei giornalisti. "Se qualcuno è stanco e non se la sente più - ha proseguito Salvini - è giusto che chieda l'indennizzo per tutti gli investimenti fatti su quella spiaggia. Se uno se la sente e ha voglia di andare avanti magari con i suoi figlioli o i suoi nipoti deve poterlo fare. Perché non può valere solo il criterio economico che ti porta la prima multinazionale di turno ad appropriarsi delle spiagge. Io personalmente sto lavorando anche per una mappatura delle spiagge e delle coste italiane per garantire chi lavora da tanto tempo in spiaggia di continuare a farlo".

Il rischio deferimento

Su Twitter Riccardo Magi, segretario di +Europa, attacca: “L'Italia rischia di essere deferita alla Corte di Giustizia Ue per la proroga delle concessioni balneari, dopo 28 mesi di procedura d'infrazione. Ecco quanto costa la propaganda del governo e la difesa di una lobby a danno dell'efficienza dei servizi, del benessere dei cittadini, e delle tasche degli italiani, che saranno costretti a pagare le scelte anti concorrenza del governo, preoccupato a difendere gli interessi di pochi piuttosto che il bene di tutti”.

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