Il valore deegli scambi sul mercato azionario di Borsa Italiana ha raggiunto i 547 miliardi di euro
Il valore deegli scambi sul mercato azionario di Borsa Italiana ha raggiunto i 547 miliardi di euro

Azioni, obbligazioni e contratti derivati: ci sono migliaia di italiani che hanno buona dimestichezza con tutti questi strumenti finanziari e che li negoziano quasi ogni settimana, o addirittura ogni giorno, attraverso la loro banca o sim di fiducia. È il popolo degli appassionati del trading online, la negoziazione via Internet di prodotti d’investimento, una pratica che nel nostro Paese ha una lunga tradizione.

Nel 2019, secondo i dati di Assosim (la sigla di categoria delle società di intermediazione mobiliare), il valore complessivo degli scambi sul mercato azionario di Borsa Italiana ha raggiunto i 547 miliardi di euro, con un calo del 12,63% rispetto a 2018. Il numero totale dei contratti negoziati è stato pari a 64 milioni, in flessione del 9,68%. Questa diminuzione non significa, tuttavia, che sul listino di Piazza Affari ci siano stati nel 2019 meno investitori che nell’anno precedente. Di solito, infatti, il volume degli scambi aumenta quando sui mercati c’è molta volatilità, cioè quando le quotazioni di Borsa si muovono repentinamente tra alti e bassi, spingendo gli investitori che fanno trading online a comprare e vendere i titoli con maggiore frequenza, per approfittare dei cali o dei rialzi dei prezzi.

Da questo punto di vista, si può dire che il 2019 è stato un anno tranquillo per la Borsa di Milano, che in 12 mesi ha visto crescere di oltre il 28% il suo principale indice, il Ftse Mib, senza gli scossoni che ci sono stati invece nel 2018. Con poca volatilità sul listino, dunque, ci sono stati anche meno scambi di azioni. Tuttavia, nel 2019 si è registrato un aumento delle contrattazioni su altri mercati diversi da quello principale. È il caso dell’Aim, il listino di Piazza Affari riservato alle piccole e medie imprese, dove i controvalori scambiati sono cresciuti del 19,25% raggiungendo un importo totale di circa 3 miliardi di euro.

Lo stesso trend si è registrato sul Mot, il mercato obbligazionario telematico dove si scambiano i bond e i titoli di stato, che ha visto crescere le contrattazioni del 12,14% nel 2019, per un valore complessivo di 189 miliardi di euro con oltre 4 milioni di contratti. Tra gli intermediari che eseguono le operazioni per conto di terzi, una posizione di leadership sul mercato spetta alla società pioniera del trading online in Italia. Stiamo parlando di FinecoBank, che nel settore azionario detiene una quota di mercato del 27% per volume di scambi intermediati e del 23% per numero di contratti. Sempre nell’azionario, seconda si piazza Banca Imi (gruppo Intesa Sanpaolo) con una quota del 10% per controvalore degli scambi e del 13% per numero di contratti, seguita da Banca Akros (gruppo Banco Bpm) che ha il 10% circa.

Diversi sono gli equilibri di mercato sui principali listini italiani in cui vengono negoziate le obbligazioni (DomesticMot, EuroMot, ExtraMot, Eurotlx e Hi Mtf). Nella compravendita di bond, tra i leader c’è Banca Akros con una quota del 19% circa, sia per quel che riguarda i volumi di scambio, sia per il numero di contratti negoziati. Altro big del mercato è Banca Imi con una quota di oltre il 24% dei volumi di scambio e del 19% dei contratti negoziati. Tra i primi 4 operatori sui bond ci sono poi anche Invest Banca e Unicredit (9-10% di quota di mercato). Va ricordato che le cifre sopra riportate si riferiscono ai contratti negoziati dalle banche e dalle sim per conto terzi, cioè sulla base di ordini ricevuti da clienti. Molte di queste operazioni non provengono però soltanto da trader online, cioè da privati investitori che comprano e vendono i titoli in completa autonomia, stando davanti al computer di casa.

Ci sono anche numerose compravendite che vengono effettuate dai gestori dei fondi dalle banche e dai consulenti finanziari, per conto di piccoli risparmiatori che si fanno assistere da un professionista di fiducia. Lo zoccolo duro dei trader online è invece composto da alcune migliaia di appassionati, che hanno un’altissima conoscenza degli strumenti finanziari (compresi i derivati) e che frequentano anche le principali manifestazioni di settore come l’ITForum (in programma il 17 e 18 giugno prossimi a Rimini) e il Trading Online Expo (che si svolge in autunno).