di Antonio Troise Una notizia buona e una cattiva per gli italiani pronti a partire per le vacanze. Quest’anno non ci saranno i tradizionali aumenti dei pedaggi. In compenso, il 9 e il 10 agosto, due date da bollino nero, potrebbero esserci forti disagi. Incroceranno le braccia i lavoratori delle concessionarie: domenica gli addetti all’esazione ai caselli e lunedì il personale amministrativo. Paradossalmente, nel mirino dei sindacati, c’è anche il processo...

di Antonio Troise

Una notizia buona e una cattiva per gli italiani pronti a partire per le vacanze. Quest’anno non ci saranno i tradizionali aumenti dei pedaggi. In compenso, il 9 e il 10 agosto, due date da bollino nero, potrebbero esserci forti disagi. Incroceranno le braccia i lavoratori delle concessionarie: domenica gli addetti all’esazione ai caselli e lunedì il personale amministrativo. Paradossalmente, nel mirino dei sindacati, c’è anche il processo definito di nazionalizzazione di Autostrade, con l’uscita di scena, graduale, dei Benetton. Con buona pace di chi pensava che il sindacato avrebbe steso tappeti rossi per il ritorno in campo dello Stato Padrone. Ieri, l’amministratore delegato di Cdp, Fabrizio Palermo, ha confermato che l’ingresso nel capitale di Aspi è coerente con la mission della società: "La tutela e l’impiego responsabile del risparmio postale degli italiani per il sostegno e la crescita economica del Paese".

Ma la nazionalizzazione non convince del tutto Cristina Settimelli, Marco Verzari, Paola Avella e Roberto Moroni, segretari nazionali di Filt-Cgil, Uiltrasporti, Ugl viabilità e Sla Cisal. "La situazione era talmente critica che non potevamo non dare una risposta", puntualizzano. Protestano contro il ricorso alla cassa integrazione, le modifiche unilaterali di orari e turni di lavoro. Ma, a far scattare l’allarme rosso, sono le incertezze su Aspi. "La soluzione pubblica è migliore della revoca – spiegano – ma va governata perché rimangono criticità".

I sindacati vogliono aprire subito un tavolo con il governo, se non altro per capire chi pagherà quei recuperi di efficienza e di produttività previsti dal piano, al netto degli aumenti dei pedaggi, per garantire l’equilibrio finanziario della società. Dati che sono anche sotto i riflettori di Moody’s che ieri ha confermato i rating di Atlantia e Aspi sia pure con "situazione in evoluzione".

Temi sui quali ieri si è soffermata anche la ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli, alla Camera. "A oggi non c’è e non ci sarà nessun incremento tariffario per i pedaggi autostradali", ha annunciato. L’accordo siglato con Autostrade prevede "misure compensative per 3,4 miliardi e un piano di 14,5 miliardi di investimenti sulla rete di cui 5,5 miliardi da realizzazione tra l’autunno del 2020 e lo stesso periodo del 2024".