Giovanni Tria (Ansa)
Giovanni Tria (Ansa)

Roma, 17 aprile 2019 - Lo scenario tendenziale del Def 2019 incorpora l'aumento dell'Iva e delle accise nel 2020 e nel 2021. Lo ha confermato il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, in audizione davanti alle commissioni bilancio di Camera e Senato. "La legislazione in materia fiscale - sottolinea il titolare di via XX settembre - è confermata in attesa di definire nei prossimi mesi misure alternative" per disinnescare le clausole dell'Iva. 

LE REAZIONI  - Parole che innescano l'immediato commento di Luigi Di Maio. "Finché il M5s sarà al governo non  ci sarà nessun aumento dell'Iva, deve essere chiaro", assicura il vicepremier grillino. "L'obiettivo è ridurre il carico fiscale su famiglie e imprese", aggiunge. Poi chiarisce: "Serve la volontà politica. Noi ce l'abbiamo. Mi auguro che l'abbiano anche gli altri".  Quindi precisa "che ci sono già soluzioni sul tavolo volte ad evitare un aumento".

Già nel corso della seduta alla Camera Marco Maggioni, capogruppo in commissione Affari europei della Lega, precisava che le parole del ministro erano "uno scenario" e niente più.  Matteo Salvini diffonde addirittura una nota per assicurare che "l'iva non aumenterà. Punto. Questo è l'impegno della Lega".

Ma le opposizioni sono già passate al contrattacco. Il leader del Pd Nicola Zingaretti, alza la voce: "Gli Italiani hanno bisogno di lavoro, salari più alti, infrastrutture più moderne, più investimenti sulla scuola e conoscenza. Invece oggi il governo gialloverde conferma che l'unica cosa che aumenterà è l'iva". Quindi l'affondo: "Costruiamo un'altra possibilità per salvare l'Italia dai bugiardi".

Interviene anche il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. "È evidente che l'Iva aumenterà se non si fa nulla, è scritto nel Def - dice -. Bisogna vedere come pensano di evitare le clausole di salvaguardia". E ancora: "Quello che chiediamo è una riforma fiscale complessiva che sostenga realmente il mondo economico, che punti allo sviluppo".

SCONTRO TRA MINISTRI - Più duro il commento del ministro dell'Agricoltura, Gian Marco Centinaio. "Mi dispiace per Tria, ma il l'aumento dell'Iva non è nel contratto di governo, e di conseguenza il ministro del Tesoro trovi i fondi necessari per non farla aumentare", dice a margine della presentazione della campagna di comunicazione "Verde Latte Rosso", presentata oggi a Roma. "Abbiamo trovato i fondi per il reddito di cittadinanza, Tria trovi i fondi per non fare aumentare l'Iva - incalza Centinaio -. Lo dico a lui e ai colleghi del Movimento 5 Stelle", aggiunge stuzzicando gli alleati di governo.

L'audizione di Tria

Tria osserva che "a livello europeo non siamo in recessione, probabilmente non lo siamo in Italia dopo la recessione tecnica dell'ultimo trimestre dello scorso anno". Poi ammette che "c'è un forte rallentamento significativo" seppur "con previsioni ottimistiche". E assicura che il percorso delineato dal Def "comporta la piena sostenibilità del debito e del rapporto debito-Pil" che non cresceranno, ma, anzi, verranno ridotti. 

FLAT TAX - Il ministro ribadisce che "la legge di bilancio del prossimo anno continuerà, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica definiti nel Def, il processo di riforma della flat tax e di generale semplificazione nel sistema per alleviare il carico fiscale nei confronti del ceto medio". Il ministro ha confermato che "si valuterà l'introduzione di un salario minimo orario" e che "proseguirà l'impegno di riduzione del cuneo fiscale sul lavoro". 

CRESCITA - Per il titolare di via XX settembre "la revisione al ribasso delle stime di crescita risulta pienamente coerente con l'evoluzione della situazione economica generale" e "a dicembre era all'1% al di sotto dell'1,2% della Ue". Questo, prosegue il ministro, "consente di sottolineare che il governo non ha peccato di ottimismo" e che "le revisioni si sono rese progressivamente necessarie scontando l'andamento della seconda metà del 2018, inferiore ad attese che avevamo chiaramente indicato come rischi di previsione". 

SPREAD - Per quanto riguarda l'andamento dello spread "saranno importanti i piani del governo e l'incisività delle riforme, ma anche gli orientamenti che il Parlamento avrà sul Bilancio", dichiara il ministro dell'Economia, dopo aver sottolineato che il Def non tiene conto dei potenziali benefici di uno spread più basso. "I rendimenti italiani sono ancora troppo alti - dice Tria - alla luce dei fondamentali della nostra economia, nonostante il miglioramento dopo l'intesa con l'Unione europea sulla legge di bilancio".

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