L’economista Pasquale Tridico, 45 anni, è presidente dell’Inps da marzo 2019
L’economista Pasquale Tridico, 45 anni, è presidente dell’Inps da marzo 2019
di Claudia Marin Pochi giorni ancora e dal 1° luglio sarà possibile presentare la domanda per l’assegno unico per i figli, destinato, nella versione ’ponte’ fino al 31 dicembre, alle famiglie di lavoratori autonomi o disoccupati che non hanno diritto agli assegni ordinari. Ma, come maggiorazione, potrà andare anche ai dipendenti con basse integrazioni. La procedura Inps per presentare le richieste è pronta: procedura "semplificata", sottolinea il presidente...

di Claudia Marin

Pochi giorni ancora e dal 1° luglio sarà possibile presentare la domanda per l’assegno unico per i figli, destinato, nella versione ’ponte’ fino al 31 dicembre, alle famiglie di lavoratori autonomi o disoccupati che non hanno diritto agli assegni ordinari. Ma, come maggiorazione, potrà andare anche ai dipendenti con basse integrazioni. La procedura Inps per presentare le richieste è pronta: procedura "semplificata", sottolinea il presidente Pasquale Tridico. Basteranno codice fiscale e Iban. Quelle presentate entro il 30 settembre daranno diritto al riconoscimento degli arretrati a partire dal 1° luglio; chi inoltrerà dopo il 30 settembre riceverà gli importi cui ha diritto a partire dal mese di presentazione della domanda.

A beneficiare di questo primo strumento potrà essere il 5,5% delle famiglie italiane, circa 1,4 milioni, e l’importo medio – secondo la simulazione Istat – nel secondo semestre sarebbe pari a 962 euro. Il nuovo assegno-ponte prevede un importo mensile base di 168 euro per ciascun figlio minore: nel caso in cui siano presenti più di due figli minori l’importo è maggiorato del 30% per ciascuno (218 euro). Per chi ha un Isee fino a 7mila euro l’assegno spetta "pienamente" e decresce poi all’aumentare dell’Isee fino ai 50mila, oltre il quale non si ha il diritto.

Il nuovo assegno è compatibile con il reddito di cittadinanza: "In caso di beneficiario di Rdc con figli minori, carichiamo il corrispettivo direttamente sulla carta", spiega Tridico. Ma per il calcolo dell’importo complessivo si procede con una compensazione: dalla cifra dell’assegno si sottrae la quota di Rdc riferibile ai figli minori. Un punto di criticità, secondo i tecnici di Cgil e Uil: così come è strutturata, dicono, la combinazione rischia di penalizzare proprio quei minori che vivono in una condizione di maggior bisogno.

Gli ordinari assegni familiari, in servizio fino al 31 dicembre, continuano ad andare alle famiglie di lavoratori dipendenti con una maggiorazione crescente con il numero di figli: si prevede un aumento di 37,5 euro mensili per ciascun figlio per le famiglie che hanno fino a due figli e +55 euro ciascuno per quelle con tre o più figli. In questo caso, il 15,8% delle famiglie (circa 4 milioni) può beneficiare della maggiorazione degli assegni, con un importo medio di 377 euro nella seconda metà dell’anno.