DALL’AUTO elettrica alle smart grid, dall’aerospaziale al medicale, Loccioni porta la tecnologia italiana nel mondo. Con un fatturato consolidato di 110 milioni di euro, per l’80% conseguito all’estero, e cinque sedi in tre continenti (Washington, Stoccarda, Shanghai, Nagoya e New Delhi), il gruppo si distingue per le sue attività pionieristiche in settori all’avanguardia. Girando per gli stabilimenti in riva all’Esino si passa da un progetto innovativo all’altro. A partire dalla rivoluzione dell’asse elettrico, che sarà il cuore dell’auto del futuro, integrando motore, elettronica e trasmissione su un unico asse. Loccioni si è affacciato a questa sfida sviluppando per Bosch un banco di test per l’asse elettrico, Axenon, che effettua il test funzionale del prodotto a fine linea, simulando il comportamento delle ruote in differenti scenari e raccogliendo dati sulla qualità, l’affidabilità e la performace di ogni singolo asse prodotto. Un altro progetto rivoluzionario è Apoteca, il robot farmacista capace di preparare i farmaci oncologici per la chemioterapia, un’operazione molto delicata, sia per le caratteristiche di tossicità inusuali rispetto ad altri prodotti, sia per la stretta ‘finestra terapeutica’ che li caratterizza e fa sì che anche un minimo scostamento dai dosaggi definiti provochi seri danni. Con Apoteca si riesce quindi a proteggere la sicurezza del paziente, ma anche del farmacista che li miscela, evitando l’esposizione umana a prodotti molto tossici, tanto che il robot è già stato adottato dai migliori ospedali, dalla Cleveland Clinic (secondo gruppo ospedaliero americano) al Samsung Medical Center coreano, passando dallo Ieo di Milano e anche dall’azienda Ospedali Riuniti di Ancona, dove tutto è cominciato, perché è da lì che è arrivata la prima richiesta.

SUL FRONTE dell’energia verde, Loccioni ha aiutato E.on a realizzare uno dei primi casi di villaggio completamente rinnovabile e autosufficiente, a Simris in Svezia. Con il progetto Local Energy System, la piccola comunità è stata trasformata in un’isola energetica, un territorio capace di autogestirsi e condurre una vita normale, senza sporcare l’ambiente e senza emissioni di CO2, grazie a un impianto fotovoltaico, una pala eolica e una batteria, che la mette in grado di produrre in loco tutta l’elettricità di cui ha bisogno. Tutto ciò, puntualizza Loccioni, è possibile grazie ai 450 collaboratori, giovani (un’età media di 34 anni) e istruiti (la metà sono laureati) che ha raccolto attorno a sé. Ogni anno il gruppo ospita mille studenti in progetti di orientamento. Solo da questo ‘magazzino di futuro’ possono nascere idee innovative.

Elena Comelli