di Achille Perego C’era da aspettarselo, dopo quel che era successo in aprile col bonus Inps da 600 euro. La giornata nera si è ripetuta ieri, col click day per gli sconti sulla mobilità. E sì che il varo della piattaforma del ministero dell’Ambiente (www.buonomobilita.it) per l’erogazione dell’incentivo fino a 500 euro per l’acquisto di una bici (anche elettrica) monopattini e abbonamenti (bike-sharing), dal 4 maggio fino al 31 dicembre 2020, era stato rinviato più volte. Due le possibilità: chiedere il rimborso di quanto già speso – presentando ricevute...

di Achille Perego

C’era da aspettarselo, dopo quel che era successo in aprile col bonus Inps da 600 euro. La giornata nera si è ripetuta ieri, col click day per gli sconti sulla mobilità. E sì che il varo della piattaforma del ministero dell’Ambiente (www.buonomobilita.it) per l’erogazione dell’incentivo fino a 500 euro per l’acquisto di una bici (anche elettrica) monopattini e abbonamenti (bike-sharing), dal 4 maggio fino al 31 dicembre 2020, era stato rinviato più volte. Due le possibilità: chiedere il rimborso di quanto già speso – presentando ricevute eo fatture – o generare il voucher da utilizzare nei punti vendita, anche online, tra quelli registrati sul portale.

Peccato che, pochi minuti prima delle 9, l’ora X per cominciare a richiedere il buono dotati di una Identità digitale (Spid), il portale era già andato in crash con la scritta "Impossibile raggiungere il sito". Poi ha cominciato a funzionare, ma con altre interruzioni e il rischio di dover ricominciare se scadevano i 20 minuti messi a disposizione per completare la procedura.

Una fatica a cui aggiungere la difficoltà a entrare con la Spid di Poste Italiane. In più il numero degli italiani in coda virtuale nel sistema (tra 500-600mila fino a un milione secondo le stime, di cui 66mila che, alle 15, per il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, erano riusciti a ottenere il bonus) era già superiore all’entità, 215 milioni, del fondo stanziato dal decreto Rilancio.

I problemi avrebbero mandato su tutto le furie il ministro Costa, che avrebbe telefonato agli ad di Sogei (la società del ministero dell’Economia che gestisce il sito) e di Poste per chiedere loro di seguire in prima persona la vicenda. Nel pomeriggio lo stesso ministro ha riconosciuto la lista d’attesa molto lunga e la "sofferenza" del portale per la quantità di richieste, dicendo d’aver chiesto personalmente alle imprese soluzioni tecniche per velocizzare il servizio.

Soprattutto Costa ha spento l’allarme esaurimento fondi (ieri alle 19 c’erano rimanenti circa 179 milioni) annunciando che nessuno resterà a piedi grazie alle somme aggiuntive della Legge di Stabilità, e si potranno richiedere i bonus e i rimborsi con calma anche nei prossimi giorni. Intanto, l’ennesimo caos da click day (sistema bocciato dal sottosegretario all’Economia Baretta) ha scatenato le proteste dell’opposizione.

Gelmini e Bernini (FI) parlano di "ennesimo fallimento del governo" e di "un’altra catastrofica performance della P.A. dopo quella dell’Inps". Salvini e la Lega chiedono le dimissioni di Costa per questo "ennesimo fallimento", e aggiungono: "Il governo Conte non riesce a gestire un sito internet, figuriamoci un Paese intero". Federconsumatori parla di "disastro annunciato". Il Codacons del "solito pasticcio all’italiana" e Massimiliano Dona (Unc) chiede di smetterla col "rito" dei click day.