Nuovi consumatori, con nuove abitudini. Sono la ’generazione Z’. «Una generazione che in futuro, varrà il 25% del mercato del lusso, ma già oggi sono loro gli agenti del cambiamento. Poi c’è la Cina, che oggi rappresenta un terzo del mercato, entro il 2025 ne rappresenterà il 40%». Lo ha detto Fabio Fusco, managing director di Bank of America Merrill Lynch. Carlo Capasa, presidente di Camera Nazionale della moda, ha parlato dei «2,4 miliardi di nuovi consumatori, concentrati in aree geografiche emergenti, esattamente come la Cina. Hanno abitudini diverse. Sono digital native, e sono esigenti e indipendenti. Ma dobbiamo parlare anche di nuove imprese e spingerle a diventare più rilevanti, solo così possiamo metterci in connessione col mercato di oggi e del futuro. Non possiamo pensare al futuro senza pensare alla parte digitale».

Ne ha dato conferma Massimo Piombini, CEO di Balmain, raccontando che «Il rinnovamento di Balmain si è basato su due asset chiave: l’autenticità e la capacità di valorizzare strategie di comunicazione digitale e ‘monetizzare’ l’interesse dei suoi seguaci. L’audience c’era, avevamo 15-16 milioni di follower che seguivano il brand. Dovevamo costruire un ponte tra l’audience e il brand, perciò quando i modelli tradizionali di comunicazione hanno iniziato a cambiare ci siamo dati degli obiettivi. Primo: parlare in modo autentico. Secondo: legare il brand all’ecosistema dell’intrattenimento. Oggi dall’online arriva il 30% del fatturato dell’azienda e il marchio cresce il 30% l’anno, rispetto al mondo del lusso che ha una crescita del 4%-5%».

C’è poi il capitolo dei dazi Usa, per i quali ha speso parole Carlo Maria Ferro, presidente ICE. «ICE, di intesa col Governo, ha lanciato un piano da 12 milioni di euro (il 7% delle nostre risorse) per promuovere i prodotti e i settori colpiti dai dazi sia negli USA sia nei nuovi mercati. Tra questi naturalmente il mercato cinese che è complicato nella sua dispersione geografica e innovativo nei canali di vendita, pertanto bisogna conoscerlo meglio, ed evolvere su strumenti e canali più moderni. Ice è molto impegnata su questo fronte, infatti stiamo per chiudere un protocollo per avviare una piattaforma di aziende italiane sui market place cinesi».