Venerdì 14 Giugno 2024
ANTONIO TROISE
Economia

Armi spuntate contro il caro pasta I consumatori sul piede di guerra

Il Garante: i prezzi caleranno da soli. Ma non si prendono misure. La Bce prevede anni di inflazione in rialzo

Armi spuntate contro il caro pasta  I consumatori sul piede di guerra

Armi spuntate contro il caro pasta I consumatori sul piede di guerra

di Antonio Troise

Il garante dei prezzi, Benedetto Mineo, è ottimista. Il prezzo della pasta calerà, dopo i maxi aumenti delle ultime settimane, con un rialzo medio fra marzo e aprile rispettivamente del 17,5 e del 16,5%, con punte, in alcune città, addirittura del 40%. Per ora è prevalsa la linea della "moral suasion" nei confronti dei produttori. Resta nel cassetto l’arma dei controlli a tappeto della Guardia di Finanza contro comportamenti scorretti. Così come quella commissione proposta dal ministro dell’Agricoltura, Lollobrigida, per la definizione di un prezzo nazionale. Ma il vertice di ieri al Mimit, dopo la prima riunione della Commissione di allerta rapida per il monitoraggio dei prezzi, ha lasciato l’amaro in bocca alle associazioni dei consumatori presenti. Che si aspettavano, invece, un intervento più deciso. E, nel frattempo, minacciano la sciopero dell’acquisto di penne, spaghetti e maccheroni nel caso in cui i listini non dovessero invertire la rotta.

Del resto, l’allarme inflazione è tutt’altro che rientrato. Il sondaggio mensile della Bce, infatti, non lascia presagire nulla di buono. Le aspettative medie nei prossimi dodici mesi, sono passate dal 4,6% di febbraio al 5%. Anche le attese sull’inflazione a tre anni sono aumentate, dal 2,4% al 2,9%. L’incertezza sulle aspettative di inflazione nei prossimi 12 mesi ha raggiunto il livello più alto dall’inizio dell’indagine nell’aprile 2020. Tanto che la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha ammesso che la "lotta contro il carovita non è ancora finita".

Ma per ora i riflettori sono puntati soprattutto sui generi di largo consumo, come la pasta. Secondo i dati forniti ieri al tavolo del ministero dai rappresentanti di Istat, Ismea e del sistema camerale, si legge in una nota, "le ultime rilevazioni dei prezzi stanno già dimostrando i primi segnali, seppure deboli, di diminuzione di prezzo, segno che nei prossimi mesi il costo della pasta potrà scendere in modo significativo". II Garante ha anche evidenziato "come la dinamica dei prezzi sia delle materie prime (frumento duro e semola) sia dell’energia siano su livelli sensibilmente più bassi rispetto allo scorso anno e come tali riduzioni si rifletteranno sul prezzo al consumo della pasta".

Sul banco degli imputati soprattutto le aziene produttrici, che hanno provato a spiegare che i prezzi degli ultimi tre mesi riflettono le quotazioni delle materie prime acquistato nel momento del picco ed è quindi necessario ancora un po’ di tempo per smaltire queste scorte più costose.

Di tutt’altro segno le reazioni dei consumatori. Secondo l’Unc, i prezzi devono precipitare, non calare leggermente. "Per ora la Commissione è un flop, solo parole, parole, parole", sentenzia il presidente Massimiliano Dona. Ancora più dura la linea di Assoutenti, che si attende "a breve una discesa forte dei prezzi della pasta, se no ci penseranno i consumatori, lasciandola sugli scaffali. Seguiremo la legge della domanda dell’offerta e non compreremo pasta per 15 giorni".