Cinquecento tonnellate di Arancia Rossa di Sicilia IGP da spremere nei McCafé di tutta Italia. All’insegna di 700.000 spremute parte la collaborazione tra McDonald’s e l’azienda catanese Oranfrizer, che ha portato l’arancia rossa siciliana in Cina e Giappone. La Rossa di Sicilia è un frutto unico al mondo per colore e gusto. E nasce alle pendici dell’Etna dove la forte escursione termica, assieme al freddo notturno, determina la pigmentazione delle abbondanti antocianine che conferiscono il tipico colore rosso alla polpa.

A Battipaglia l’Op Armonia (Organizzazione produttori tra Campania, Calabria, Puglia e Sicilia) è leader nelle clementine italiane e sfida la Spagna puntando sulla produzione nazionale con la linea DolceClementina.

Marco Eleuteri, ad di Op Armonia, sta investendo massicciamente nel rinnovamento varietale per alzare ulteriormente l’asticella della qualità e ha avviato l’iter per la registrazione comunitaria di Sanzo VCR, varietà tutta italiana di clementine medio tardive, mutazione spontanea della varietà Comune, per prolungare la campagna clementicola fino all’inizio di febbraio. Aurelio Pannitteri, presidente di OP Rosaria, accanto alla rossa storica ‘Rosaria’, ha lanciato due novità come Rosaria Arancia Bio e Arancia Bionda Rosaria per aggredire mercati nuovi come quello arabo del Regno Unito. C’è bisogno di innovazione, c’è bisogno di rilanciare l’export di uno dei prodotti–simbolo della Sicilia e della Dieta mediterranea, che negli ultimi vent’anni ha perso superfici, capacità di aggregazione commerciale e quote sui mercati esteri dove dominano gli spagnoli.

Dopo un biennio piuttosto negativo per la filiera agrumicola – dice Ismea – i dati della campagna 20192020 mostrano alcune conferme – come la riduzione delle superfici di produzione, anche se una quota in riconversione varietale - e qualche segnale positivo (produzioni di ottima qualità e prezzi all’origine in aumento). Dalle arance a polpa rossa come le varietà Tarocco, Moro e Sanguinello della piana di Catania a quelle a polpa bionda del Siracusano o le arance ombelicate di Ribera, dai mandarini di Ciaculli (Palermo) alle clementine di Taranto passando per le coltivazioni di bergamotto e cedro della costa tirrenica e ionica della Calabria fino alle arance del Gargano e ai limoni di Amalfi: la filiera agrumicola italiana è una miniera di biodiversità, patrimonio inestimabile di eccellenze e tradizioni.

In Italia ci sono circa 62 mila aziende agrumicole e oltre 129 mila ettari coltivati (85 mila gli aranceti). Nel 2018 solo il valore della produzione di agrumi siciliana ha superato i 630 milioni di euro, pari al 13% del valore di tutta la produzione agricola regionale (dati Consorzio Aaster per "Il grande viaggio insieme" di Conad). Pur interessando tutte le nove province, la coltivazione si concentra maggiormente in quelle di Catania, Siracusa e Agrigento che da sole rappresentano più del 50% delle superfici e della produzione nazionali.