Roma, 10 settembre 2018 - In Italia il governo progetta di limitare le aperture domenicali dei negozi (promette Di Maio: una legge che preveda un meccanismo di turnazione con un esercizio aperto su 4 verrà approvata entro l'anno), sollevando le critiche dell'opposizione. Ma come funziona negli altri paesi d'Europa?

Il panorama è quanto mai eterogeneo. In 16 dei 28 Stati membri dell'Unione europea non è presente alcuna limitazione di orario nei festivi, come riporta l'Istituto Bruno Leoni nel report "Siamo solo noi? La regolamentazione delle aperture domenicali dei negozi in Europa". L'Italia dunque non è un'eccezione ma viaggia, ad esempio, al pari di Danimarca, Finlandia e Svezia. 

Nei paesi in cui esistono divieti e il sistema concorrenziale è disciplinato da regole  - Grecia, Germania e Francia sono le più 'rigide' in materia - esistono comunque eccezioni: generalmente le deroghe riguardano alimentari, panetterie, grande distribuzione, giornalai, stazioni di servizio, stazioni dei treni, aeroporti e musei. Nessuno stato proibisce del tutto il lavoro domenicale. 

In dettaglio, ecco cosa succede nei singoli stati dell'Unione Europea. 

Austria: domenica negozi chiusi, ma sono previste eccezioni per le aree turistiche
Belgio: esercizi commerciali chiusi a meno che il rivenditore non scelga un giorno di chiusura alternativo. Previste eccezioni per le aree turistiche.
Bulgaria: nessuna restrizione.
Croazia: nessuna restrizione.
Cipro: negozi chiusi ma con l'eccezione delle zone turistiche. Nessuna restrizione, invece, per panetterie, pasticcerie e minimarket.
Repubblica ceca: aperture proibite durante le maggiori festività.
Danimarca: nessuna restrizione.
Estonia: nessuna restrizione.
Finlandia: nessuna restrizione.
Francia: vige il principio del riposo domenicale per dipendenti. Solo i negozi detenuti dai proprietari possono liberalmente rimanere aperti. Sono previste eccezioni per i negozi alimentari. Per i negozi non alimentari possibilità di apertura previa decisione del sindaco e remunerazione doppia per i dipendenti.
Germania: negozi chiusi. Eccezioni previste per panetterie, fiorai, giornalai, negozi per la casa, musei, stazioni ferroviarie, stazioni di servizio, aeroporti e luoghi di pellegrinaggio.
Grecia: negozi chiusi. Eccezioni previste per negozi alimentari, fioristi, negozi di antiquariato, stazioni di servizio.
Irlanda: nessuna restrizione.
Italia: nessuna restrizione.
Lettonia: nessuna restrizione.
Lituania: nessuna restrizione.
Lussemburgo: aperture tra le 6 e le 13. Orario prolungato per panetterie, macellerie, pasticcerie, chioschi e negozi di souvenir.
Malta: i negozi sono autorizzati ad aprire la domenica a patto che restino chiusi un altro giorno della settimana. I lavoratori non possono essere obbligati a lavorare la domenica a meno che questo non sia esplicitamente previsto nel contratto di lavoro.
Paesi Bassi: esercizi commerciali chiusi. Le autorità locali possono autorizzare aperture domenicali. Negozi in stazioni di servizio, del treno, aeroporti ed ospedali hanno orari flessibili. Polonia: nessuna restrizione (15 date di festa nazionale con chiusura obbligatoria).
Portogallo: nessuna restrizione.
Romania: nessuna restrizione.
Regno Unito: in Scozia, nessuna restrizione, in Inghilterra e Galles: nessuna restrizione per negozi più piccoli di 280 metri quadri. Apertura tra le 10 e le 18 per i negozi più grandi di 280 metri quadri. In Irlanda del Nord nessuna restrizione per negozi più piccoli di 280 metri quadri e orario 13-18 per i negozi più grandi di quella metratura.
Slovacchia: nessuna restrizione.
Slovenia: negozi chiusi 
Spagna: ciascuna comunità autonoma stabilisce il numero totale di domeniche di lavoro annuali autorizzate. La maggioranza delle comunità autonome stabilisce 10 domeniche/feste nazionali di apertura.
Svezia: nessuna restrizione.
Ungheria: nessuna restrizione.